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P.A., Fiori: dirigenza è l'ossatura su cui poggiano i risultati

di TMNews mercoledì 17 maggio 2023
2' di lettura

Roma, 18 mag. (askanews) - La riforma della dirigenza pubblica; il percorso per arrivare a svolgere funzioni apicali nella pubblica amministrazione; quali caratteristiche dovranno avere i manager pubblici del futuro. E ancora: la formazione e come garantire il difficile equilibrio tra autonomia del dirigente e il suo rapporto fiduciario con la politica.

Di questo si è discusso in uno dei panel al Forum PA con il capo del dipartimento della Funzione pubblica Marcello Fiori. "La riforma delle dirigenza è un cantiere aperto - afferma Fiori - il ministro Zangrillo ha detto che punta molto sul ruolo della figura dirigenziale come una figura manageriale a tutto tondo, in grado di gestire le risorse umane, finanziarie, tecnologiche che gli vengono messe a disposizione. Dal 2001 ad oggi i dirigenti pubblici delle funzioni centrali e locali si sono dimezzati: da 19mila sono diventati 10mila. Vuol dire che è aumentato il carico di lavoro per loro e anche il numero di collaboratori cui dover dare risposte e coordinare. C'è una spinta da parte della politica ad avere dirigenti in grado di poter attuare i programmi del Governo in carica in quel momento. E c'è anche una richiesta di dare servizi sempre di maggiore qualità ai cittadini. Il punto di equilibrio è esattamente questo". Se da un lato è necessaria un'attenzione alla qualità dei dirigenti neoassunti, dall'altro il tema della parità di genere non è più rinviabile, visto che solo un dirigente su quattro è donna a fronte di quasi 6 donne su dieci tra gli oltre 3,2 milioni di dipendenti pubblici. "Uno dei temi su cui stiamo lavorando è come si diventa dirigenti e quali qualità deve avere un dirigente - prosegue Fiori - oggi il percorso, quasi unico, è quello del corso-concorso organizzato dalla Scuola nazionale dell'amministrazione. Pensiamo che questi percorsi debbano essere migliorati. Un conto è rivolgersi a un giovane laureato, un altro a un funzionario che ha già dimostrato sul campo di poter svolgere le sue funzioni. C'è un problema generale di accesso alla dirigenza nelle figure apicali da parte delle donne. Dobbiamo riequilibrarlo. Stiamo introducendo dei correttivi anche negli incarichi per il Pnrr che tengono conto della parità di genere. Ma è ancora un lavoro lungo da fare". C'è infine la narrazione, però smentita dai numeri, di un datore di lavoro pubblico con troppi dipendenti. "E' una narrazione - conclude Fiori - non tutte le narrazioni sono esattamente fondate sulla realtà. C'è stato un racconto per molti anni che ha portato anche per altre ragioni economico-finanziarie al blocco del turnover perché tutti dicevano che i dipendenti pubblici erano troppi. Nel 2011 erano 3,5 milioni, oggi stiamo a 3,2 milioni. Rispetto alla popolazione il rapporto è uno dei più bassi in Europa".

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Arisa si racconta in "Foto Mosse": la vita è un insieme di ricordi

Milano, 14 apr. (askanews) - Una voce celestiale, che si riconosce alla prima nota, Arisa però fa un ulteriore passo nella sua carriera e firma tutte le canzoni del suo nuovo album "Foto Mosse" con la collaborazione dei Mamakass. Un racconto emotivo che mette al centro l'instabilità come forma di verità. "Allora Foto Mosse perché la vita non è nient'altro che un insieme di ricordi che spesso negli ultimi tempi noi tendiamo a scattare. E' un collezionare momenti in movimento, quindi i momenti felici sono quelli da trattenere profondamente dentro di sé anche come sensazione, mentre quelli tristi bisogna ricordarsi che sono solo momenti e quindi possono essere tranquillamente messi da parte ma non cancellati per una futura ripartenza".

Il disco arriva dopo l'esperienza al 76esimo Festival di Sanremo con "Magica Favola", parla dell'amore in tante diverse forme che Arisa racconta partendo da una rinnovata consapevolezza. "Io ho imparato ad accettare Rosalba e Arisa, ho imparato a dire grazie ad Arisa e a tenermi stretta Rosalba, perché se non ci fosse Rosalba, Arisa non sarebbe nulla".

"Foto Mosse" mette al centro la fragilità emotiva come cifra espressiva: relazioni imperfette, identità in trasformazione e un continuo oscillare tra bisogno d'amore e ricerca di sé, dove la femminilità ha un ruolo centrale. "Il mio fine ultimo non è la vendita di quest'album, ma che arrivi a casa delle persone, nei cuori delle persone e possa farle sentire normali, un po' meno problematiche perché magari in questo album è raccontata anche a volte una femminilità scomoda. La perfezione non esiste, esiste l'essenza delle persone quindi più la rispettiamo, più siamo felici".

Cruciale nel suo percorso, il rapporto con i genitori, ma soprattutto con la madre. "Io sono uscita dal ruolo della figlia e sono diventata anche io madre e probabilmente mi sono resa conto che la mia mamma non ha mai avuto una mamma come la voleva e io sto cercando di essere per lei la mamma che avrebbe voluto. Devo dire che nonostante il nostro rapporto conflittuale, comunque lei mi ha donato delle skills importanti mi ha sempre detto che dovevo pensare alla mia realizzazione personale".

Ad aprile gli instore, mentre si avvicina anche il nuovo percorso live, che vedrà Arisa protagonista nei prossimi mesi con una serie di appuntamenti in tutta Italia.

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Iran, Salvini: superare 3% deficit? Marziani a Bruxelles si sveglino

Milano, 14 apr. (askanews) - "Come Lega stiamo ragionando e stiamo lavorando per un blocco del costo energia per famiglie e imprese a pre-scoppio della guerra in Iran. Ovviamente serve che l'Europa ce lo lasci fare, ci lasci spendere i soldi degli italiani per aiutare gli italiani. Giorgetti parte oggi per incontri a Washington, ci siamo sentiti questa mattina: non chiediamo a Bruxelles favori o regali chiediamo di derogare dai vincoli europei che in questo momento non ci permettono di aiutare gli italiani che hanno bisogno. Quindi conto che nel giro di pochi giorni Bruxelles permetta la deroga a questi vincoli di bilancio che sono fuori dal mondo; se così non fosse, perché continueranno a dire che non sta succedendo niente va bene così, prenderemo anche in considerazione l'ipotesi di intervenire da soli perché non possiamo vedere un'economia in difficoltà senza aiutarla: spero che i marziani di Bruxelles si sveglino. Diventa quindi un momento anche di incontro che mai come ora è fondamentale". Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, arrivando al Vinitaly a Verona.

"Come governo abbiamo messo più di 1 miliardo per limitare l'aumento di un gasolio che comunque ha prezzi che rischiano di diventare incontrollabili, sul trasporto aereo rischiamo di avere problemi per il turismo in estate e quindi conto che a Bruxelles qualcuno si renda conto che il malato va operato prima che muoia perché quando la von der Leyen e Dombrovskis dicono che la situazione è negativa ma non ancora abbastanza grave per intervenire, mi sembra che vivano su un altro pianeta". "Se così non fosse, faremo da soli".

Anche sforando il deficit? "C'è poco da sforare... la Francia ha superato il 5%, noi siamo al 3%... va bene essere i bravi studenti però se se c'è un problema in corso il problema va risolto e affrontato", ha concluso.

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Sax e bollicine al Vinitaly: l'omaggio alla pace di Stefano Bottega

Verona, 14 apr. (askanews) - I tempi sono complicati, ma la buona compagnia, la musica e le bollicine sono parte del nostro patrimonio culturale irrinunciabile, del nostro essere italiani e del nostro saper vivere. Stefano Bottega lo ha dimostrato con un concerto a sorpresa al Vinitaly: le canzoni di Vasco Rossi, il sax di Andrea Innesto, il calore del pubblico sempre più vicino. E tra il pubblico anche il ministro del Turismo italiano Gianmarco Mazzi che ha dimostrato di apprezzare il momento musicale organizzato alla fiera di Verona come anche la deputata Maddalena Morgante.

A esibirsi Stefano Bottega stesso, produttore di spumanti premium, noto per i suoi vini millesimati.

Prima del concerto ci racconta: "L'idea è nata soprattutto per rispondere a questo momento di grandi tensioni internazionali: si respirano atmosfere cupe e ogni giorno sui giornali, sui telegiornali si propongono notizie sempre peggiori" spiega. "Allora ho pensato che il mondo del vino aveva bisogno anche del sostegno del mondo della musica perché hanno in comune tante cose, i profumi sono un po' come le note che volano nell'aria, gli assaggi sono un po' come gli accordi di chitarra e quindi questa atmosfera mi sembrava l'ideale come messaggio da portare a tutto il pubblico che è così numeroso qui al Vinitaly" aggiunge.

La buona musica e il saper bere bene, senza esagerare ma per gustare un'esperienza sempre unica. "Sono due mondi che interagiscono molto bene tra di loro e poi queste continue notizie di guerre, di tensioni mi hanno fatto pensare agli anni settanta quando ero bambino, quando la musica era veramente protagonista di un messaggio di pace, ci ricordiamo John Lennon che parlava di pace, di amore, io a questo ho voluto aggiungere un po' il prosecco e la grappa che sono i miei prodotti ai quali tengo moltissimo", dichiara Stefano Bottega.

E oltre all'orgoglio di un produttore, c'è l'economia italiana: le bollicine hanno un peso, sulla tavola italiana e nell'arena internazionale, che va tutelato. "Una grande importanza: non dimentichiamoci che il prosecco è l'unico vino al mondo che sta crescendo sia nel mercato interno che nei mercati mondiali, con 720 milioni di bottiglie per un fatturato di 3,6 miliardi di euro; è un business molto importante che va salvaguardato, va tutelato, a questo proposito siamo contrari ovviamente ai dazi perché il libero scambio va sempre favorito" dice.

Ma anche il recente accordo che l'Unione Europea e l'Australia hanno siglato per ridurre i dazi doganali, facilitare l'accesso alle materie prime critiche e proteggere oltre 165 indicazioni geografiche europee, non è "piaciuto tantissimo" a Bottega "perché il prosecco deve rimanere solo italiano".

"A questo proposito voglio dire che lo champagne è stato tutelato al 100%, quindi gli australiani non potranno fare lo champagne, mentre è stato concesso loro per dieci anni di esportare il prosecco e poi di mantenerlo nel loro mercato interno, pensiamo che sia una cosa molto pericolosa e il Consorzio e anche il Ministero ritengo si debbano adoperare per rivedere l'accordo e tutelare il prosecco: il prosecco si può fare solo in Italia, nelle province di tutto il Friuli e nel Veneto", conclude.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio Gualtiero Benatelli

Immagini askanews

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Proxigas e Assotermica si alleano per promuovere i gas rinnovabili

Milano, 14 apr. (askanews) - Decarbonizzare con pragmatismo, scommettendo sui gas rinnovabili e sfruttando le infrastrutture esistenti. Proxigas, l'associazione nazionale degli industriali del gas, e Assotermica, che riunisce i produttori di apparecchi e componenti per impianti termici, hanno siglato a Milano un Protocollo d'Intesa per supportare un impiego diffuso dei green gas, come biometano, idrogeno e metano sintetico, per ridurre l'impronta di carbonio nei consumi, puntando sulla fattibilità tecnica e la sostenibilità economica.

"I gas rinnovabili da soli o miscelati con metano, possono già da oggi contribuire a ridurre l'impronta carbonica, quindi le emissioni di CO2, in tutti gli usi finali: l'industria gasivora e anche il residenziale. Grazie al biometano e grazie all'idrogeno miscelati con metano, le infrastrutture di distribuzione esistenti, e anche gli apparecchi di usi finali, sono già idonee a bruciare queste miscele e quindi in questo modo otteniamo lo stesso risultato, ma con una emissione di carbonio nettamente inferiore", ha detto Pier Lorenzo Dell'Orco, presidente di Proxigas. "Dobbiamo offrire una soluzione alternativa alle famiglie. Le famiglie che vogliono essere protagoniste di un percorso di transizione energetica, riducendo le emissioni di anidride carbonica delle proprie abitazioni, ma non possono installare pompe di calore elettriche", ha aggiunto.

Gas rinnovabili offrono, quindi, un'alternativa sostenibile all'elettrificazione. Per questo le due associazioni si impegnano a promuovere attività di informazione, tavoli di lavoro tecnici e iniziative di sensibilizzazione per favorire la formazione di un quadro regolatorio che sostenga la neutralità tecnologica e supporti un'integrazione sempre più ampia dei vettori gassosi green nel mix energetico.

"Quello che a noi preme fortemente è riuscire a cooperare con Proxigas affinché tutta la filiera sia rappresentata. Quindi avere apparecchi che sono compatibili con le miscele di gas che saranno immesse in rete nei prossimi anni e fare in modo che si raggiunga il duplice obiettivo di efficientare i consumi e integrare le energie rinnovabili tramite nuovi gas rinnovabili", ha spiegato Giuseppe Lorubio, presidente di Assotermica. "Il mercato in questo momento purtroppo è in una fase di stallo: a noi serve chiarezza, servono politiche di lungo respiro, incentivi stabili che siano chiaramente decrescenti nel tempo, ma che almeno aiutino a pianificare per il futuro".

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