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Ai Golden Globes vincono "Una battaglia dopo l'altra" e "Hamnet"

di TMNews lunedì 12 gennaio 2026
1' di lettura

Roma, 12 gen. (askanews) - Sono "Una battaglia dopo l'altra" e "Hamnet - Nel nome del figlio" i film che hanno trionfato alla 83esima edizione dei Golden Globes. Il film del regista statunitense Paul Thomas Anderson su un gruppo rivoluzionari negli Stati Uniti dei suprematisti bianchi, ha conquistato quattro riconoscimenti: per il miglior film commedia, miglior regista, migliore attrice non protagonista, Teyana Taylor, e miglior sceneggiatura per il cinema. Due premi importanti invece sono andati ad pellicola "Hamnet" della regista Chloé Zhao, che ha vinto il titolo di miglior film drammatico e ottenuto il riconoscimento per la miglior attrice protagonista, Jessie Buckley.

Per quanto riguarda gli attori cinematografici il brasiliano Wagner Moura ha vinto come protagonista del film drammatico "L'agente segreto", che ha ottenuto il Golden Globe anche per la miglior pellicola in lingua straniera. Come previsto Timothée Chalamet ha vinto il premio per miglior protagonista nel film-commedia "Marty Supreme", Stellan Skarsgard è stato premiato come non protagonista di "Sentimental Value" e Rose Byrne come miglior attrice protagonista di commedia per "If I Had Legs I'd Kick You".

Sul fronte televisivo si confermano invece i riconoscimenti degli Emmy: le serie premiate sono "Adolescence", che ha ottenuto quattro Golden Globes, il medical drama "The Pitt" e la commedia "The Studio".

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Von der Leyen: Groenlandia appartiene al popolo e fa parte della Nato

Roma, 14 gen. (askanews) - I groenlandesi "possono contare su di noi": lo ha affermato la presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen, dopo le minacce del presidente statunitense Donald Trump di acquisire l'isola artica e mentre alla Casa Bianca è atteso un importante vertice sul futuro del territorio semi-autonomo sotto il Regno di Danimarca.

"Rispettiamo la volontà dei groenlandesi e i loro interessi", ha aggiunto von der Leyen durante una conferenza stampa a Bruxelles, spiegando che la Groenlandia fa parte della NATO e, quando parliamo di sicurezza nell'Artico, questo è uno dei temi centrali

dell'Alleanza.

"La Groenlandia appartiene al suo popolo, quindi spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che li riguardano", ha ribadito Von der Leyen, dopo che martedì il primo ministro groenlandese, Jens-Frederik Nielsen, ha dichiarato che preferirebbe rimanere parte del Regno di Danimarca piuttosto che unirsi agli Stati Uniti.

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Ocean Viking torna in zona operativa nel Mediterraneo

Mar Mediterraneo, 14 gen. (askanews) - La nave umanitaria Ocean Viking è tornata a pattugliare il Mediterraneo, al largo delle coste di Malta, Italia e Libia, per prestare soccorso ai migranti in difficoltà in partenza dalla Libia. Il rientro in area operativa avviene mentre le condizioni meteorologiche sono in miglioramento, un fattore che spesso coincide con un aumento delle partenze.

Mar, coordinatrice delle operazioni di soccorso in mare: "Torniamo in zona operativa perché le condizioni meteo stanno migliorando. Prevediamo possibili partenze nei prossimi giorni e vogliamo che l'Ocean Viking sia dove è più necessaria".

Secondo l'equipaggio, periodi prolungati di maltempo spingono chi tenta la traversata ad attendere una finestra favorevole, osservando le condizioni direttamente dalle spiagge, con il rischio di sottovalutare i pericoli al largo.

"Di solito registriamo un aumento delle partenze quando il meteo è favorevole - prosegue Mar -. In questo periodo soffia spesso vento da terra: sulla spiaggia non si percepisce e può trarre in inganno, facendo pensare che le condizioni siano buone. Ma a poche miglia dalla costa il tempo cambia, ed è lì che le persone finiscono in pericolo".

"Scrutiamo l'orizzonte e il mare alla ricerca di qualsiasi segnale: tutto ciò che vediamo - spiega Salvador, soccorritore marittimo - tra la nave e la linea dell'orizzonte viene passato al vaglio. A seconda dei binocoli e delle condizioni meteo, a volte riusciamo a vedere anche oltre dieci miglia dalla nave".

Nel 2025, secondo i dati dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni, quasi 1.900 migranti sono morti o risultano dispersi nel Mediterraneo.

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Dal centro ad aeroporto in funivia, progetto italiano per Queenstown

Milano, 14 gen. (askanews) - Dall'aeroporto al centro città in funivia. A Queenstown, in Nuova Zelanda, nascerà la prima funivia urbana dell'Oceania. Il progetto prevede la realizzazione di un collegamento aereo tra lo scalo e il centro urbano, con l'obiettivo di offrire un'alternativa al traffico stradale e ridurre l'impatto ambientale degli spostamenti.

A realizzare l'opera sarà Leitner, azienda italiana con sede in Alto Adige, specializzata in sistemi di trasporto a fune. L'avvio dei lavori è previsto nel 2027, mentre la prima tratta dovrebbe entrare in funzione nel 2029.

Il progetto prevede una cabinovia articolata su cinque sezioni, con sette stazioni e una capacità fino a 3.000 passeggeri all'ora per venti minuti di tempo per coprire il tragitto. Una soluzione pensata non solo per i turisti, ma anche per i residenti, come parte integrante del futuro sistema di trasporto pubblico della città.

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Groenlandia, c'è attesa per il vertice alla Casa Bianca

Roma, 14 gen. (askanews) - C'è attesa per il vertice sulla Groenlandia alla Casa Bianca. Il vicepresidente statunitense J.D. Vance partecipa all'incontro tra i ministri degli Esteri di Danimarca e Groenlandia - rispettivamente Lars Lokke Rasmussen e Vivian Motzfeldt - e il segretario di Stato Marco Rubio. Sul tavolo il futuro del territorio semi-autonomo sotto il Regno di Danimarca, mentre incombono le minacce di Donald Trump sulla sua acquisizione.

Alla vigilia di questo incontro, il premier groenlandese, Jens-Frederik Nielsen, durante una conferenza stampa a Copenaghen con la sua controparte danese Mette Frederiksen, ha avvertito che preferirebbe rimanere parte del Regno di Danimarca piuttosto che unirsi agli Stati Uniti.

"Questo sarà un grosso problema per lui", gli ha replicato a stretto giro Trump, le cui parole, dopo l'azione militare in Venezuela, non possono che essere prese sul serio.

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