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Ucraina, Umerov: nei negoziati a Ginevra "ci sono stati progressi"

di TMNews mercoledì 18 febbraio 2026
1' di lettura

Ginevra, 18 feb. (askanews) - Il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov ha annunciato "progressi" nei negoziati per porre fine alla guerra con la Russia, mediati dagli Stati Uniti. "Si tratta di un lavoro complesso che richiede l'allineamento di tutte le parti e tempo sufficiente. Ci sono stati progressi", ha dichiarato Umerov al termine dei colloqui a Ginevra.

"Ci stiamo concentrando sull'elaborazione delle disposizioni chiave necessarie per finalizzare il processo. Si tratta di un lavoro complesso che richiede l'allineamento tra tutte le parti e tempo sufficiente. Ci sono stati progressi, ma in questa fase non è possibile divulgare alcun dettaglio", ha spiegato.

"Oggi abbiamo tenuto un altro ciclo di negoziati trilaterali tra Ucraina, Stati Uniti e Russia. Le discussioni sono state intense e sostanziali. Ringraziamo i nostri partner statunitensi per aver garantito che il processo non si interrompa e continui, e la parte svizzera per averci ospitato", ha aggiunto.

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Nel decreto bollette approvato dal Consiglio dei ministri c'è "un ulteriore pacchetto di norme che incidendo sui costi del gas contribuiranno a ridurre il prezzo finale dell'energia elettrica per famiglie e imprese. Il complesso di queste norme produrrà un taglio concreto sulle bollette di luce e gas di tutte le aziende", ha sottolineato.

La premier ha citato "qualche esempio concreto": "un artigiano o un piccolo ristoratore avrà una riduzione media di oltre 500 euro l'anno sulla bolletta elettrica e di 200 su quella del gas. Per le piccole e medie imprese di maggiori dimensioni il beneficio stimato cresce fino a circa 9 mila euro l'anno per l'elettricità, 10 mila euro l'anno per il gas. Arriviamo poi alle imprese più grandi come sono ad esempio le imprese gasivore che potranno arrivare ad un taglio di oltre 220 mila euro l'anno sul gas".

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"Il ministero della Giustizia - ha detto Ciriani - non ha richiesto al presidente dell'Associazione nazionale magistrati di ricevere i dati relativi ai contributi raccolti dal Comitato in questione, ma si è limitato a veicolare la richiesta del parlamentare, sottoponendo all'apprezzamento e alla valutazione dei soggetti interessati la possibilità di rendere tali dati pubblici, nell'ambito di un'attività finalizzata a dare seguito ad un atto di sindacato ispettivo e, dunque, improntata al rispetto delle prerogative parlamentari e volta a favorire la massima trasparenza, principio ispiratore di ogni ordinamento democratico". "E' opportuno - ha aggiunto il ministro - ribadire che ogni iniziativa del ministero della Giustizia è stata assunta su esclusivo impulso del ministro stesso".

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Allarme di Emergency: diritto alle cure negato a migliaia di persone

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"Gli italiani sono la prima nazionalità delle persone che vediamo. È ovvio che le persone che noi vediamo non dobbiamo immaginarcele soltanto come il senza fissa dimora o l'irregolare. Noi vediamo principalmente persone che hanno tutto sommato una casa, vediamo tante persone che hanno un lavoro. Certo, vediamo persone che comunque per uno status e anche una questione di reddito fanno fatica ad accedere ai servizi", ha detto.

Un campanello d'allarme forte per quanto riguarda il diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della nostra Costituzione. Ma cosa non funziona? Fra gli ostacoli principali rilevati da Emergency barriere burocratiche e amministrative, costi diretti e indiretti delle cure, difficoltà linguistiche e culturali e le distanze geografiche. Il problema è strutturale e riguarda tutti.

"Noi non dobbiamo immaginare che questi progetti che stiamo facendo e questo segnale d'allarme che un po' vogliamo lanciare riguardi soltanto i fragili e gli ultimi, questo è soltanto un'antenna di qualcosa che sta succedendo e che a breve, anzi, sta già riguardando anche noi e riguarderà sempre più tutti noi sulla difficoltà ad avere un accesso e una corretta gestione dei problemi sanitari che abbiamo".

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