Roma, 6 mar. (askanews) - "Trasparenza salariale e parità di genere nell'impresa" è il titolo del volume, curato da Ciro Cafiero ed edito da Lefebvre Giuffrè, presentato oggi alla Camera dei Deputati. Il libro, tra i vari temi affrontati, analizza le più importanti direttive comunitarie in materia di sostenibilità, a cui le imprese e le organizzazioni saranno obbligate ad adeguarsi in Italia entro il 2028, a partire dalla direttiva 970/2023 'Pay Transparency', che deve essere recepita in Italia entro il 7 giugno prossimo, per abbattere il divario retributivo tra uomini e donne.
"Il problema della differenza salariale oggi è ancora grave: le donne guadagnano in Europa, così come in Italia, circa il 12% in meno degli uomini. Questo si riflette anche su una disparità previdenziale con pensioni oggi troppo basse. L'età pensionabile che va allungandosi è un problema che dobbiamo fronteggiare con grandissima attenzione e la direttiva 'Pay Transparency' fa assolutamente questo", ha affermato l'avvocato Cafiero.
Su questo aspetto il legislatore ha un ruolo importante. "Rispetto alla Pay Transparency al legislatore possiamo chiedere di adeguarsi correttamente ai paradigmi che la direttiva europea traccia e che sono quelli giusti, valorizzando il ruolo delle nostre parti sociali, della contrattazione collettiva, che sono il perno delle dinamiche retributive nel nostro Paese e che già hanno fatto tanti passi in avanti nel corso del tempo", ha spiegato Cafiero.
La trasparenza salariale e la parità di genere sono due principi presenti da tempo all'interno della casa editrice Lefebvre Giuffrè.
"Noi in particolare come Lefebvre Giuffrè, stiamo compiendo questo cammino da tantissimo tempo. Oggi oltre il 48% delle posizioni apicali o comunque di responsabilità di una o più unità produttive sono gestite da donne, perché un'impresa moderna la trasparenza non la teme, ma la sceglie", ha sottolineato Antonio Delfino, Direttore Relazioni Esterne e Istituzionali di Lefebvre Giuffrè.
Alla presentazione del volume ha partecipato tra gli altri anche la deputata di Azione, Elena Bonetti, presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica in atto, che ha sottolineato come l'occasione del recepimento della direttiva europea sulla trasparenza salariale possa essere un'occasione per fare un passo avanti.
"Il nostro Paese ha già una legge sulla parità salariale, ma soprattutto ha il grande strumento innovativo della certificazione per la parità di genere: bisogna insistere e rafforzare questi strumenti e non tornare a forme di monitoraggio che alla fine non vanno a incidere nei processi fattivi del mondo del lavoro", ha detto Bonetti.



