Facci
Il grillino che è in me (quasi) esulta
Partiti esosi e incapaci, un governo piegato ai voleri degli eurotecnocrati, timori per il futuro: così basta candidare persone presentabili per vincere
09/05/2012
Il grillino che è in me ripete che i candidati grillini oltretutto sono presentabili, sono studenti o professionisti, sembrano brave persone - ormai lo dicono anche i giornalisti in tv - e in tempo di belsiti non è poco. Non lo è. Il grillino che è in me ha visto dei partiti incapaci di opporsi alla nascita del governo Monti, ha visto dei partiti incapaci di sostenere il governo Monti e ha visto dei partiti incapaci di abbattere il governo Monti. Il grillino che è in me ha visto che la miglior cosa che i partiti hanno fatto, in novembre, è stato andarsene, tacere, eclissarsi, non piazzare i loro uomini in un governo, ma levarli. Il grillino che è in me se ne fotte della Francia, della Grecia e vorrebbe capire perché non può fottersene anche della Bce e degli amici di Monti e di tutti gli altri geni che ci hanno trascinato nella fregatura dell’euro. Vorrebbe capire, il grillino che è in me, perché siamo entrati nell’euro se ora non possiamo uscirne, e perché altre nazioni non ci sono entrate ma sono ancora lì tranquille. Vorrebbe capire perché a difenderci dai tecnocrati europeisti sembra essere rimasto giusto lui, Grillo, mentre nessun altro partito obiettava seriamente alla nascita di un governo delle banche e delle tasse. Gli italiani avevano votato un governo che doveva tagliarle, le tasse.
Crisi e apparati - Il grillino che è in me ha visto che Grillo i soldi pubblici alla fine non li ha mai presi, che non ha figli e famigli in politica, che non ha candidato inquisiti o scilipoti, che non ha mai candidato neppure se stesso: mentre, in tempo di crisi, i vari Alfano e Bersani e Casini non rinunciavano neppure a una lira di quella truffa che è il rimborso elettorale ai partiti, che si terranno stretto perché serve ad alimentare gli apparati partitici e a stabilizzare i loro gruppi dirigenti mediocri e immeritevoli. Il grillino che è in me patisce una crisi economica durissima e in cambio ne ottiene soltanto tasse. Il grillino che è in me pensa che Berlusconi sia sparito e che Bossi sia un pasticcione rincoglionito, mentre i vari sottoposti biascicano solo di leggi elettorali che possano perpetuarli e di riforme che non hanno mai fatto in vent’anni. Il grillino che in me era indeciso se votare Grillo o non andare proprio a votare, perché l’ha capito anche un idiota che il grillismo non è una causa ma un effetto. E però, di segnali, ne avevamo già lanciati parecchi: alle politiche del 2008, per esempio, Grillo invitò all’astensione ma tuttavia ci fu una un’affluenza altissima, ci credevamo ancora, poi si avvitò tutto lo schifo che sappiamo e così alle Regionali del 2010 si astenne il 36 per cento (15 punti in più rispetto alle politiche) che è stato il più basso afflusso dal Dopoguerra. Però i partiti continuavano a parlare come se per trascinare la gente in piazza bastasse schiacciare un tasto del telecomando, come se i sondaggi non dessero indicazioni di voto ma assicurassero, pure, che la gente a votare avesse anche voglia di andarci. E infatti non c’è andata, e, per la prima volta, si è astenuta in molte città del Nord dove l’affluenza era sempre stata alta.
Gente normale - Se non disturba, infine, il grillino che è in me non è per forza un ambientalista o un ecologista, magari va a pure a caccia, magari ha il suv, non è un fondamentalista che non si lava o che non tira l’acqua del cesso: il Tav tutto sommato lo vuole, il ponte sullo Stretto poteva essere un’idea, insomma, è una persona normale, uno che la domenica a piedi può anche farsela, uno che però si è accorto che stiamo consumando il pianeta e che qualcosa bisogna fare, e non è possibile che certi temi o li affrontava Pecoraro Scanio oppure nessun altro, non è possibile che se ne discuta solo quando esplode una centrale nucleare in Giappone. Il grillino che è in me pensa che il discorso sul futuro, quello rubato ai nostri figli, non possa valere solo per le pensioni. Ma soprattutto pensa, il grillino che è in me, che anche tirare la fine del mese faccia parte del futuro.
di Filippo Facci
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28/05/2012 08:02
Postato da treasure
L'aumento maggiore del debito pubblico si è avuto negli anni 80 e 90, quando alla guida del Paese c'era la sinistra con Ciampi e Prodi. Agli italiani non è stato chiesto se volessero o meno l'euro: Ciampi e Prodi, ossia la sinistra, lo hanno imposto. Ed a condizioni capestro. Agli italiani è stato chiesto se volessero Monti ? NO, gli è stato imposto. Anche stavolta dalla sinistra, Napolitano, Bersani e compagni di cordata. I responsabili dei nostri maggiori guai hanno un nome ed un cognome: perché non vengono menzionati più spesso ?
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ho scritto a SILVIO
24/05/2012 19:04
Postato da nazzy22
Egr. Sig. SILVIO Berlusconi buonasera, sono il Sig. Nazzareno Manzo da Verona e con la presente le chiedo gentilmente un incontro per sottoporre alla sua attenzione in modo più esplicito quanto potrà leggere di seguito. Innanzitutto se vuole che noi popolo italiano siamo ancora al suo fianco, come noi vogliamo che lei sia il nostro capo, faccia una buona selezione di validi collaboratori all'interno dell'attuale coalizione e tutti gli altri a casa. Inoltre non instauri accordi con: CASINI; RUTELLI; FINI; BIONDI; e quanti altri oltre ai vari partitini e partitelli eccezzion fatta per LEGA e M5S. Riporti e rafforzi l'Italia nelle sue credenzial ECCELLENTI qualii: AGRICOLTURA/CUCINA - ARTE/CULTURA (Teatro, Cinema, Musica e TV) - T U R I S M O - MODA/LUSSO; non tralascaindo che siamo un popolo di RICERCATORI/MEDICI/SCIENZIATI/INVENTORI e perché no SPORTIVI (anche). Riscriviamoci la COSTITUZIONE secondo regole attuali e modifichiamo gli status della POLITICA della MAGISTRATURA e della SOCIE
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il grillino che è in me
10/05/2012 13:17
Postato da blu521
Così parlava l'astuto Facci:"Grillo è un personaggio assolutamente reazionario e di destra;"La risposta al vaffanculo di Grillo è:vaffanculo ci vada lui";"Il blog di Grillo è il peggio di questo Paese,che addebita al successo altrui i problemi della paropria mediocrità"; "Una parte di internettiani sottoacculturata occupa l maggior parte del blog di Grillo": "una vera discesa in campo Grillo non l'ha fatta: deve ancora discuterne co il commercialista" Si potrebbe seguitare, ma s'è capito che in lui più che Grillo c'è Scilipoti


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