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Nuove mete per l'estate

Viaggio in Nicaragua tra laghi, vulcani
e giungla vergine da un oceano all'altro

Il più grande Paese del Centro-America apre al turismo europeo: città coloniali, vestigia della rivoluzione sandinista e acque cristalline

Una meta perfetta anche per gli amanti della tavola da surf: le onde del Pacifico vi aspettano
Viaggio in Nicaragua tra laghi, vulcani
e giungla vergine da un oceano all'altro

 

«La princesa està triste… Què tendrà la princesa? Los suspiros se escapan de su boca de fresa…».

Così inizia una poesia di Rubén Darío, il più grande poeta del Nicaragua. Ma se chiedete a un nicaraguense notizie del «poeta» Darío, potrebbe addirittura offendersi. Per loro Rubén Darío è molto, molto di più. È un eroe nazionale amato al punto da intitolare al suo nome un’intera catena di montagne: la Cordillera Dariense. Si dice che nell’intero Paese non ci sia un solo campesino che non sia in grado di recitare qualche suo verso.

E del resto il Nicaragua ha l’anima gentile, di autentica e selvaggia bellezza. In massima parte paradiso naturale, con ecosistemi unici, ma anche ricco di fascinose città coloniali.

Mark Twain raccontava di luoghi incredibili come «la via dell’oro» nella fitta jungla solcata dal Rio San Juan, di mercanti aztechi, pirati inglesi e feroci conquistadores spagnoli….

Oggi il Nicaragua, il cui nome sembra derivare da una lingua indigena con il significato di «circondato dalle acque», con specifico riferimento ai grandi laghi d’acqua dolce (il lago Nicaragua e il lago Managua) e al fatto che è bagnato a ovest dall’Oceano Pacifico e a est dal Mar dei Caraibi, è il Paese più grande e povero del Centro America, con una capitale, Managua, che accoglie circa un quarto dell’intera popolazione.

UN PO’ DI STORIA
Scoperto e conquistato dagli spagnoli, indipendente dal 1821, ma a lungo sotto ingerenza americana, ha subito nel corso dei secoli colonizzazioni, dittature, saccheggi e guerre civili. 

Oggi, finita l’era dei Somoza, la rivoluzione del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale e la guerra dei Contras, il Nicaragua è una democrazia in fieri targata Ortega. 

APERTURA ALL’EUROPA
E si sta aprendo al turismo, non solo nordamericano ma anche europeo, in virtù del collegamento aereo diretto operato della compagnia Blu Panorama Airlines. Fino al 31 ottobre 2012, ogni mercoledì, un volo collegherà Fiumicino con Managua a partire da 715 euro a/r.

Chi va in vacanza e vuole scoprire paesaggi nuovi, a volte selvaggi e incontaminati, cerca anche spostamenti e permanenza “no problem”. Per questo il suggerimento è di rivolgersi a un tour operator locale, la AnyWay Travel (tel. 00505/22780288), che organizza pacchetti per tutti i gusti e per tutte le tasche. Personale preparato e disponibile che ha fatto dell’accoglienza la propria bandiera. 

MERAVIGLIE DA SCOPRIRE
Il Nicaragua, del resto, lontano com’è dalle mete turistiche tradizionali, sarà una continua scoperta. Granada e Leon vi stupiranno. Il mistero dei resti delle statue precolombiane nell’isola di Omepete, dove la fanno da padroni farfalle giganti e orchidee, vi lascerà a bocca aperta. Corn Island, con le sue spiagge di sabbia bianchissima sul Mar dei Caraibi, vi incanterà. E poi la potenza dei vulcani, i grandi laghi, la giungla, le foreste pluviali. Oltre mille specie endemiche di piante e animali. Fino alle spiagge dei surfisti a San Juan del Sur con strutture attrezzate e con confortevoli in armonia con la natura. D’altronde, in Nicaragua, più o meno grande come la Grecia, quasi un quinto del territorio è designato come area protetta, con parchi nazionali, riserve naturali e riserve biologiche.

LE CORN ISLANDS
È il paradiso dal quale non si vorrebbe mai andare via. Great Corn Island e Little Corn Island. Sabbia corallina di un bianco assoluto, in contrasto col mare che ha tutte le sfumature del turchese. Lungo l’unica strada dell’isola principale, breve sosta alla “Casa della cultura”, dove i murales raccontano la storia dell’isola: lo sbarco di Cristoforo Colombo (1502), i mari pattugliati dai pirati, i coloni britannici che portarono schiavi africani, dando vita all’attuale comunità creola di lingua inglese. Che vive di pesca all’aragosta e turismo. Perché è impossibile non prendere la barca e puntare alla miriade di cayos incontaminati che si trovano a pochi minuti dalla costa. Un reef con oltre 40 specie di corallo, grotte sommerse, squali martello, pesci colorati, grandi gorgonie e l’immancabile relitto. Il posto migliore per vedere i delfini è lo Yellowtail, davanti alla vicina isola Little Corn. Unica avvertenza: mai uscire all’ora di pranzo dall’Arenas Beach Resort (www.arenasbeachhotel.com), quando serviranno le migliori aragoste al cocco dell’isola. Al tramonto sarà indimenticabile un bagno nella spiaggia antistante il resort, mentre la gente del posto ascolta reggae o gioca a baseball, sport nazionale dell’intero Nicaragua.

NELLA SPIAGGIA DELLE TARTARUGHE OLIVACEE
Tartarughe giganti e spiagge mai toccate da una sdraio. Si incontrano a un’ora di fuoristrada da San Juan del Sur, nel Rifugio de Vida Silvestre La Flor, dove si può anche campeggiare. È qui, in una delle sette spiagge al mondo dove, tra luglio e dicembre - con picchi in agosto e settembre - arrivano fino a 30mila femmine di tartarughe, che di notte si potrà fare una delle esperienze più emozionanti del viaggio: vedere la deposizione delle uova. Nel buio si sente appena un fruscio nella sabbia: è la prima buca che scavano, la finta tana, per depistare i predatori. Le Oliva Ridley (Lepidochelys olivacea), in via di estinzione, fanno così, poi arrivano a lasciare velocissime fino a 200 uova. Un solo avvertimento: ricordatevi di guardare anche il cielo, che in questo angolo di mondo regala uno spettacolo indimenticabile.

SURF A SAN JUAN DEL SUR
Per il resto San Juan del Sur, località tutta gravitante sul lungomare, offre tutto ciò che un turista possa desiderare, anche a buon prezzo: bar, ristoranti, localini, alberghi di lusso come il Victoriano (www.hotelvictoriano.com), piccoli negozi, e un’atmosfera di relax in versione tropicale. Ma soprattutto, nei dintorni (Playa Maderas, Playa Remanso, Playa Tamarindo ecc.), fantastiche onde per il surf. Per dormire si consiglia il Pelican Eyes Resort and Spa (www.pelicaneyesresort.com), dove fare esperienze sensoriali di autentico benessere: dolci massaggi esotici, con oli e creme che lasceranno la pelle elastica e levigata. 

SUL RIO INDIO AVVENTURA ESTREMA 
Ecco il posto giusto per “incontri ravvicinati” che valgono l’intero viaggio: alligatori, gaspar (un pesce “preistorico”), scimmie urlatrici, raganelle fluorescenti grandi quanto un’unghia, persino giaguari, e ogni sorta di insetti. Più raro da incontrare (e per fortuna!) è l’unico squalo di acqua dolce del pianeta, il Carcharhinus Leucus, tra i più feroci esemplari dei Carabi. C’è tutta una giungla che si muove sull’arcipelago delle Islas Solentiname, attorno al Rio San Juan e nella più spettacolare foresta primaria incontaminata del Paese: la Reserva Biológica Indio-Maíz. Qui si percorre in barca la Via dell’oro, sentieri d’acqua che partono da El Castillo, la fortezza costruita per fermare le incursioni dei pirati, per arrivare fino al Rio Indio, che corre parallelo al Mar dei Carabi. Quasi per caso, se non fosse per i presidi militari lungo le sponde, si finisce per entrare in Costa Rica. Non è certo un caso, invece, che qui si organizzano corsi di sopravvivenza per i corpi speciali dell’esercito americano. Esistono comunque corsi soft per viaggiatori avventurosi e persino cene romantiche nella giungla, con tutti i comfort, compreso lo champagne. Per chi è meno “estremo” si consiglia almeno una notte al Rio Indio Ecolodge (www.therioindiolodge.com), un leggendario rifugio per gli appassionati di pesca sportiva, in compagnia di Guancio, l’alligatore diventato ormai una mascotte. 

GRANADA E LEÓN, LE DUE ANIME DEL “NICA” 
Per capire il Nicaragua bisogna andare a Granada. Bellissima città coloniale, colorata e perfettamente conservata, che vive al dolce ritmo della siesta. Poco distante dalla capitale, ha tutto per essere il centro dell’offerta turistica: bar d’atmosfera, alberghi eleganti, piccoli locali, negozi di artigianato e divertimento by night. Lungo la via principale, l’Hotel Darío (www.hoteldario.com), in perfetto stile coloniale, è il luogo ideale dove fermarsi, anche solo per prendere un caffè o gustarsi una cena. In centro tutto è curato nei minimi dettagli, e c’è persino una targa che ricorda il passaggio di Giuseppe Garibaldi (nel 1851) in una casa a pochi passi dalla cattedrale. La sua posizione strategica della città sul lago Nicaragua, alle pendici del vulcano Mombacho (1345 m), permette di fare facilmente gite in barca e raggiungere, per esempio, l’isola di Zopango, piccolo gioiello dove è d’obbligo andare per mangiare ottimi piatti locali in versione raffinata (cocco abbrustolito, pesci di lago e dessert in salsa di papaya).

A León, invece, frequentata da intellettuali e scrittori, ci si innamora. C’è tutto il fascino del passato, anche quello sandinista nel Museo della Rivoluzione. Che, con la sua aria un po’ malconcia e decadente, rappresenta forse l’autentica anima del Nicaragua. 

LE FARFALLE BLU
Fino alla “Bocca dell’Inferno” per vedere le farfalle blu più grandi del Nicaragua. Sono anche tra le più rare le Morpho Helenor, che vivono nella Riserva del vulcano Masaya, il più temibile e attivo tra i tanti. Salire fino in cima al cratere, tra le colonne di gas solforosi, è un’emozione da provare, per poi entrare nel più comodo museo e cercare di capire qualcosa in più sui vulcani. Dopo una veloce incursione nello spettacolare mercato di artigianato artistico a Masaya, centro nevralgico del commercio dei Pueblos Blancos, si consiglia una sosta-gourmet al Mi Viejo Ranchito (www.miviejoranchito.com/) per assaggiare il gallo pinto (riso e fagioli) e i quesillos (sorta di burritos mais e formaggio). 

LA MAGIA DI OMETEPE
Last but not least, tappa a Omepete, la più grande isola sul lago Nicaragua, dai due picchi vulcanici gemelli (Concepción e Maderas, esaltati da Twain in Travels of Mr Brown), dove le farfalle volano a grappoli, belle, grandi e tutte gialle. Tra trekking, cavalcate, nuotate, kayak e giri in bicicletta, per esplorare l’isola c’è solo l’imbarazzo della scelta. Per poi recuperare le energie nel ristorante di Villa Paraíso, un nome che mantiene le promesse, per l’ottimo pesce di lago, la salsa guacamole, un riso raffinato e un gustoso dolce alla banana.

di Andrea Camprincoli

 

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