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Somalia, lapidato adultero

L'amante morirà dopo il parto

Somalia, lapidato adultero
Un uomo di 33 anni, somalo, è stato giustiziato mediante lapidazione per aver commesso adulterio. Stessa sorte toccherà alla sua amante, ma solo dopo che avrà messo al mondo il bambino che porta in grembo. Ad assistere all’esecuzione del ragazzo, reo confesso, una folla di trecento persone nella città di Merka, in Somalia. La sua amante, incinta, subirà la stessa sorte, ma solo dopo aver dato alla luce il bambino. Lo ha annunciato un rappresentante del gruppo islamico Al Shabab, che ha il controllo di gran parte del meridione del Paese. Lo scorso mese altri due uomini sono stati uccisi a colpi di pietre nella stessa città: si erano resi colpevoli di spionaggio. L’anno scorso, invece,  è stata lapidata un ragazzina di 13 anni per adulterio. Secondo i gruppi di difesa dei diritti umani la minorenne era stata violentata.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    09 Novembre 2009 - 09:09

    Il segno di un crocefisso posto su un muro di un'aula scolastica non mi sembra abbia mai lapidato un non credente ? Coloro che vogliono abbattere questo antico e storico simboli del Cattolici,non sono degli atei i quali,forse non molti lo sanno che loro,non credendo non si permettono offendere ciò che per loro non esiste ma,vanno continuamente alla ricerca di Dio ma,per loro,matematicamente non esiste per cui si escludono da queste bassezze materiali ma,dovremmo rinunciare solo per persone che si dichiarano musulmani e che ancora oggi,dai fatti lo hanno dimostrato e continuano a dimostrarlo,sono coloro che proclamano la guerra santa contro tutti gli occidentali e applicano,specialmente contro i loro stessi fedeli quelle pratiche antiumane come il linciaggio ed il taglio di parte del corpo come punizione per reati che da noi,si possono pagare con qualche ammenda o mese di carcere,tipo il furtarello. Costoro non possono impartirci lezioni di morale quando la loro morale è mettersi addosso dell'esplosivo facendolo splodere uccidendo,traziandoli, centinaia di povera gente innocente.Infine, oggi,ho ascoltato a Rai/1 -Giletti che ha invitato il filosofo Cacciari ad esprimere un parere nel merito ed è stato culturalmente meraviglioso dando una lezione culturale anche a una signora che aveva giudicato il crocefisso non un fatto culturale. A questa Signora vorrei soltanto ricordare che il primo uomo nella storia umana che difese l'essere umano considerandolo persone ed appartenente prima a se stesso e dopo a Dio,questi fù quell'omino che per amore dell'uomo libero si fece crocefiggere dai soldati dell'Impero Romano.

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  • toninopintus

    09 Novembre 2009 - 09:09

    L'orrore che colpisce noi "persone normali" quando leggiamo di come viene amministrata la giustizia nei Paesi a maggioranza islamica, è qualcosa che forse non riusciamo a esprimere compiutamente e, soprattutto, non siamo in grado di farlo capire alle persone "illuminate". Queste ultime sono quelle che vorrebbero aprire le frontiere italiane alla indiscriminata invasione degli extra-comunitari (in maggioranza islamici) e magari dargli la cittadinanza e il diritto di voto in soli cinque anni. Che sarebbe un errore storico lo sanno tutti e le ragioni umanitarie addotte per giustificare questa idea balzana non reggono, specialmente se si pensa alle conseguenze che l'Italia potrebbe subire in futuro. Pensate che oggi "ospitiamo" (nonostante limitazioni, respingimenti, ecc.) tre milioni di immigrati che, se si lasciasse fare, diverrebbero in pochi anni dieci volte tanti, cioè il 33 per cento della popolazione totale (sommandoli ai 60 milioni di italiani). Pensateli, poi, dotati di cittadinanza e diritto di voto, rappresentati proporzionalmente in Parlamento, in grado di votare, approvare o bocciare le leggi. Ma pensate anche come una minoranza così consistente vorrà pretendere più di quanto le spettasse. Il ricorso al terrorismo sarebbe garantito e diverrebbe incontrollabile. Ne fanno fede tutte le vicende sanguinose che si verificano in alcuni Stati dove gli islamici sono minoranza, ma sono ugualmente numerosi. Due esempi per tutti: l'India a maggioranza induista/buddista e le Filippine a maggioranza cattolica. Anche la Chiesa cattolica italiana rischia di cadere nella trappola, per troppa bontà e amore verso il prossimo. Mi scuso, da cattolico convinto, per quella che apparentemente è una bestemmia: l'amore di Cristo non ha limiti. Ma anche i vescovi devono ragionare, come ha invitato a fare uno di loro, il quale ha sostenuto che anche nell'aiutare gli immigrati bisogna fare distinzioni: prima quelli di fede cristiana, poi gli altri. Gli sono saltati addosso accusandolo di razzismo e di discriminazioni nei confronti delle minoranze religiose. Tutta ipocrisia, se ci ragionate sopra: ma non facciamo così tutti? Prima pensiamo alle nostre famiglie, ai nostri cari, ai parenti, agli amici, dopo eventualmente facciamo beneficenza a favore persino di chi non conosciamo. Ci pensino anche gli "islamici" di casa nostra, quelli che non riuscirebbero a nascondere il loro godimento se l'adultero Berlusconi venisse lapidato pubblicamente in piazza.

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