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Ipotesi ristrutturazione

Come far pagare il debito italiano alle banche che ci hanno rovinato

I tagli e le tasse non bastano, serve più coraggio. Per esempio, pagare un po' meno e un po' più tardi i grandi possessori di titoli di stato, istituti e fondi, salvando i piccoli risparmiatori

Un fardello da 1.900 miliardi, nel 2012 pagheremo interessi per 80 miliardi: tre manovre lacrime e sangue
Corrado Passera

 

Oltre alle tasse e ai tagli c'è di più. Il debito pubblico italiano da 1.900 miliardi (circa il 120% del Pil) con 70 miliardi di interessi pagati all'anno è una spada di Damocle da cui non ci può proteggere né Mario Monti con la spending review né Susanna Camusso (e il Partito Democratico) con la solita patrimoniale. La strada, forse l'unica, è quella indicata da uno studio della Duke University ripreso dal Financial Times: ristrutturare quel debito facendolo pagare anche a chi ha contribuito a crearlo, le banche. 

La terza via - Secondo la prestigiosa università americana, si potrebbe pagare un po' meno e un po' più in là nel tempo i possessori di titoli di Stato, che sono soprattutto grandi Istituti di credito e i Fondi internazionali, salvaguardando invece i piccoli risparmiatori. Certo, la ristrutturazione del debito pubblico in Paesi pressati da crisi e speculazione è operazione ad alto rischio, un po' come - scrive Mauro Del Corno sul Fatto Quotidiano - piazzare una bomba su un aereo in fase di decollo, ma forse la più redditizia.

Spalle coperte - La prima mossa sarebbe allungare le scadenze dei titoli di stato: quelli italiani, peraltro, hanno già una scadenza più lunga della media (7 anni, 5,7 i titoli tedeschi, 5 quelli americani). A convincere i creditori ad aderire all'offerta "dilazionata" sarebbe un particolare finanziario importante: l'Italia è uno dei pochi paesi europei ad essere in avanzo primario, con le entrate fiscali cioè che coprono tutte le spese pubbliche interessi sul debito esclusi. Questo significa, sottolinea il Fatto, che le nuove emissioni di titoli "lunghi" servirebbero per la gestione del debito e non per pagare pensioni. A blindare lo stato c'è anche la caratteristica del debito, che nel 96% dei casi vede titoli regolati da leggi italiane. 

Fardello pesante - Difficile che Monti percorra questa strada, più per timore di una fuga di investimenti internazionali sui titoli che di uno sgarbo ai (tanti) amici che il governo ha tra i big delle banche (basti pensare al ministro dello Sviluppo Corrado Passera, nella foto, ex Intesa Sanpaolo). Nell'attesa, bisogna però capire quanto ancora l'Italia potrà sopportare una corsa al rialzo di spread e interessi sul debito pubblico (il differenziale è stabilmente sopra il 6% e anche dopo l'accordo sullo scudo europeo non accenna a diminuire) che nel 2012 porteranno a pagare il 5,3% del Pil: 80 miliardi. Vale a dire tre manovre lacrime e sangue. 

 

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Commenti all'articolo

  • AG485151

    12 Luglio 2012 - 10:10

    Adesso la colpa della spesa pubblica superiore alle entrate - che genera il debito / L'INAFFIDABILITA' / lo spread - non è più colpa dell'euro , della Merkel , dello spread , dei subprime , della Cina , delle torri gemelle , ecc. FINALMENTE ABBIAMO SCOPERTO : E' COLPA DELLE BANCHE. CHE SOLLIEVO. IO CHE PENSAVO FOSSE COLPA DEI POLITICI ( comunali,provinciali,regionali,statali,delle municipalizzate,delle comunità montane,delle authorities,dei loro parenti-amici e amici degli amici sistemati ovunque ) ! Grazie a questi esperti per l'illuminazione. Già sto meglio. Mi fermo qui per carità di patria.

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  • fibrun

    10 Luglio 2012 - 22:10

    creato dalla stessa classe politica che oggi pretende di risolvere il problema. Purtroppo in Italia per non scontentare nessuno non si sono mai fatte le riforme che servirebbero: taglio della classe politica ed eliminazione degli sprechi. Riguardo alle banche italiane, hanno tanti difetti, ma non hanno ricevuto nessun aiuto dallo stato a differenza di quelle inglesi, tedesche, olandesi e belghe. I famosi tremonti bond non sono una sovvensione a fondo perduto ma un prestito (già restituito da quasi tutte le banche) ad un tasso del 7%-8%. Noto inoltre che l'articolo non è firmato. Molto probabilmente che l'ha scritto si è reso conto che stava scrivendo delle caz..ate!! Leggo con piacere gli articoli critici ma costruttivi. Spero di leggere notizie serie in futuro. Se no, consulto il sito solo per le tante notizie di gossip !!!!

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  • teomondo scrofalo

    10 Luglio 2012 - 17:05

    Uno studio di un'università americana afferma che il 96% del debito italiano può essere consolidato. Fossi il primo ministro, consoliderei quello in mano alle banche. Troppo comodo incassare i guadagni e scaricare sulla collettività i debiti. I risparmi in Italia sono garantiti dal Tesoro e dalla Banca d'Italia. Quindi, se le banche falliscono i cittadini non perderebbero un centesimo. Ad andarci di mezzo sarebbero le banche (avete idea di quanto è il valore di mercato dei beni immobili delle banche?

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  • acstar

    10 Luglio 2012 - 15:03

    Finalmente qualcuno si sveglia ! Sono loro e i sindacati che , mettendo sui "tavoli" dei politici qualche "liretta" , sono stati capaci di "spremerci" senza darci nulla di serio e durevole ! Le Banche devono fallire e con loro i loro correntisti arricchiti con l'inganno e la politica ! Tutti i politici di oggi DEVONO LEVARSI DI TORNO ! E' una questione di FACCE : ragazzi ricordatevelo quando andremo a votare !

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