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Dopo Letta

Il Pd è un covo di vipere
E a Berlino dalla Merkel
Renzi ci va in gran segreto

Il sindaco di Firenze fa sul serio: tour europeo per "accreditarsi" presso i leader internazionali. Ma i leader del partito hanno saputo del viaggio solo dopo

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Il Pd è un covo di vipere
E a Berlino dalla Merkel
Renzi ci va in gran segreto

Con la sentenza della cassazione sui diritti Mediaset che incombe e la crescente incertezza sulla tenuta del governo di larghe intese, Matteo Renzi accelera i tempi nella sua corsa alla successione di Enrico Letta a Palazzo Chigi. Primo passo: accreditarsi presso i leader internazionali. Perchè Firenze sarà sì una delle città più belle e famose del mondo, ma il suo sindaco non è certo nella lista dei "grandi della terra". Cos', il rottamatore ha pianificato un tour europeo per incontrare i capi di governo coi quali dovrà interagire se i suoi piani andranno in porto. Ma c'è un ma. perchè il tour, renzi, lo ha pianificato in gran segreto, mettendo al corrente solo i suoi collaboratori e, assicurano da palazzo vecchio, il premier Enrico Letta. Per il resto, top secret. Il Pd, in questa fase politica, è un covo di serpi che tentano di mordersi a vicenda e il sindaco ha preferito muoversi in un modo che potremmo dire riservato. Così, giovedì scorso, dopo un paio di impegni istituzionali, è "sgattaiolato" all'aeroporto fiorentino di peretola ed è volato a Berlino, dove ha incontrato la cancelliera tedesca Angela Merkel. Solo tra venerdì sera e sabato mattina, quando Matteo e angela si erano già detti quel che dovevano dirsi, anche una fetta ristrettissima del gruppo dirigente del Partito democratico ha appreso la notizia. E ha capito che Matteo Renzi fa sul serio: sta puntando dritto su palazzo Chigi, convinto di arrivarci, da segretario o da candidato premier oppure ricoprendo entrambe le cariche. Alla facia di gente come Massimo D'Alema, che con più di un dirigente del Pd si sarebbe lasciato sfuggire la frase: "Mica vorrete dare il partito a Renzi?".

Prossima tappa del tour renziano, nei prossimi giorni, sarà Parigi. E poi chissà, magari gli Stati Uniti (dove si era già recato in occasione dell'ultima convention democratica). A introdurlo al cospetto di Barack Obama potrebbe essere il nuovo ambasciatore Usa a Roma, John R. Philips, che Renzi lo conosce bene.  I due si sono visti alla Casa Bianca due anni fa e da allora, complice l’amore di Phillips per la Toscana (ha una tenuta nel senese), sono rimasti in buoni rapporti, e si sono visti anche a Firenze.

 

 

 

 

 

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Commenti all'articolo

  • albinoalbanofree

    14 Luglio 2013 - 17:05

    Se la città è sporca e non sa fare il sindaco vuole acreditarsi a Berlino ma è e sarà un povero idiota di sinistra provinciale che sarà comunque deriso a Brerlino , a Parigi, Londra e anche a Mosca. Caro Renzi fai il sindaco se lo sai fare tanrto sei e resterai un povero provinciale dell'Italietta sinistrata

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  • gioromeo

    14 Luglio 2013 - 13:01

    Scusate se lo chiedo in antico volgare, ma Renzi chi caxxo è per andare a incontrare i capi di stato? Non si sarà montato la testa con tutti gli articoli che pubblicate su di lui? Pensate di fare con lui come avete fatto con Grillo, facendolo diventare un signor 25%?

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  • bettely1313

    14 Luglio 2013 - 12:12

    c'è da crederci, ovvero è sicuro quello che già pensavamo tutti noi sul PD. Vipere che lottano per potere che si buttano addosso vicendevolmente tanto di quel veleno.... e benché, essendo questioni di sinistra, nulla deve trapelare, ci ha pensato Renzi a confermarcelo.

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