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Dialogo impossibile

Pd, Bersani vuole querelare Grillo per gli attacchi su Mps

Pd, Bersani vuole querelare Grillo per gli attacchi su Mps

 

A furia di prendere porte in faccia anche Pierluigi Bersani l'ha capita: con lui, Beppe Grillo, non vuol governare. E se non puoò governare con il leader del Movimento 5 Stelle, allora tanto vale querelarlo. La notizia l'ha data il deputato del Pd Davide Zoggia, che ha definito "scandalosi" gli attacchi di Beppe sul caso Mps e le responsabilità dei democratici. "Sono toni che avranno ricadute dal punto di vista giudiziario. Sono stati non corretti", avverte Zoggia che a chi chiede se il Pd sporgerà querela contro Grillo risponde: "Se ne sta occupando il tesoriere, durante la campagna elettorale sono stati usati toni non degni di un paese civile. Lo verificheranno le autorità giudiziarie, sono state fatte allusioni e affermazioni pesantissime in un'inchiesta delicata che pochi giorni fa ha avuto anche una tragedia umana. E credo che prima di fare questo tipo di affermazioni bisogna stare molto attenti".

"Grillo assetato di potere" - Pietra tombale, dunque, sul governo Bersani-Grillo nato finora solo nella mente di un Pierluigi decisamente in confusione dopo l'esito delle urne. D'altronde, il leader del Movimento 5 Stelle lo ha incalzato anche oggi: "Il Pd rinuncia ai rimborsi elettorali ai partiti". E Pier l'ha presa male, malissimo. Per il segretario democratico Grillo è "un novello principe in formazione" che "non è mai sazio". Sazio di slogan, di antipolitica e di potere: "Vuol tenersi le mani libere e non per l'Italia - attacca Bersani -, ma per qualcosa che si chiama potere. Noi, invece, facciamo l'inverso. Quel tanto di potere che abbiamo, lo mettiamo al servizio di questo Paese e cerchiamo una strada". 

Veleno su Renzi - Ma Bersani, in questi giorni post-voto, è letteralmente assediato. Da chi chiede un accordo coi 5 Stelle, da chi vorrebbe costringerlo a esporsi per poi dimissionarlo. E da chi nel suo stesso partito le critiche gliele rovescia addosso anche a mezzo stampa. La voce più forte di quest'ultima corrente ha un nome e un cognome: Matteo Renzi. Non poteva essere altrimenti, visto che il suo grande rivale alle primarie è anche il candidato più logico alla sua successione. E proprio a Renzi, che sabato sera a Che tempo che fa ha messo in guardia il Pd dallo scilipotismo, cioè la caccia ai voti grillini, il segretario risponde avvelenato: qualcuno, nel Pd, "dice con M5S neanche un caffè, perché è assurdo, e poisparge antipolitica a piene mani nella stessa pagina...". L'antipolitica cui si riferisce Bersani è l'invito del sindaco di Firenze a inserire tra gli 8 punti dell'ipotetico governo Bersani anche il no al rimborso elettorale ai partiti. Sempre lì, si torna...

 

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Commenti all'articolo

  • maledizione

    13 Marzo 2013 - 17:05

    Peccato che il PDL si fosse proposto di fare un governo di unità nazionale con il PD!! Sono perplesso, non è che ha ragione Grillo? Sono tutti solo assetati di potere e se ne fregano del popolo, chi e che cosa ci salverà?

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  • gino45

    12 Marzo 2013 - 16:04

    E' molto divertente vedere le TESTE DI COCCO DI SINISTRA essere prese per il culo da Grillo.

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  • aresfin

    aresfin

    12 Marzo 2013 - 15:03

    Non so proprio chi scegliere. Fanno schifo entrambi, ma sul MPS spero si vada fino in fondo, allora ne vedremo delle belle.

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  • arwen

    12 Marzo 2013 - 09:09

    Spero sia una boutade, altrimenti il buon Bersani rischierebbe di annegare nel ridicolo. Già ha fatto una pessima impressione, ora sarebbe veramente il caso che si levasse di torno. Confuso come un boxer suonato, senza idee guidato solo dall'abizione di mettere il c..o sulla poltrona. E' meglio che si faccia da parte.

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