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Casta a casa

Se si va a votare
ne rottamiamo altri 79
Ecco chi sono...

Il tetto delle tre legislature lascerebbe a casa 52 onorevoli e 27 senatori. Un piccolo esercito di trombati che farà di tutto per evitare elezioni anticipate

Se si va a votare
ne rottamiamo altri 79
Ecco chi sono...

Ci sono 79 trappole viventi in grado di impedire a Matteo Renzi di correre diritto verso le elezioni, salvando quindi la vita a Enrico Letta e al suo governo. Hanno tutti un nome e cognome, perché i 79 sono 52 deputati e 27 senatori del Pd. Il loro attaccamento alla durata di questa legislatura è più che comprensibile: sarà la loro ultima volta in Parlamento. Perché tutti e 79 hanno alle spalle 3,4,5, perfino 8 legislature e nel nuovo Pd di Renzi devono rassegnarsi a tornare a casa al proprio lavoro privato (i pochi che ne hanno uno). La regola delle tre legislature massimo per deputati e senatori è stata una bandiera delle primarie di Renzi sia nel 2012 che nel 2013. Tanto potente da averla sventolata perfino Bersani, che poi però si è piegato a numerose eccezioni per salvare i notabili del suo partito che altrimenti avrebbero perso la poltrona. Ora per il segretario del Pd è impensabile qualsiasi tipo di deroga: la regola ferrea delle tre legislature era centrale nel suo programma, ed è inutile sperare in eccezioni di qualsiasi tipo per la prossima tornata elettorale. È un tema che rischia di creare più di qualche grattacapo al nuovo segretario del Pd, sia che punti a votare oggi che si rassegni a restare in naftalina per un altro anno. Perché a quella poltrona tanti si affezionano, e se non si ha un altro mestiere, diventa il più efficace scudo contro le elezioni anticipate. 

 

 

Fra i futuri sicuri trombati ci sono figure carismatiche del partito, personalità che tutt’oggi hanno un ruolo, membri del governo, renziani della prima ora e renziani di complemento che sono stati decisivi nelle ultime primarie. Non potrebbe più tornare in Parlamento secondo quelle regole lo stesso attuale presidente del Consiglio, Enrico Letta che alla fine di questa legislatura ne avrebbe alle spalle già 4. Le stesse che conta anche il segretario precedente, Pierluigi Bersani. Fuori dal Parlamento anche l’attuale presidente del Pd e avversario di Renzi alle primarie, Gianni Cuperlo (3 legislature). E come lui naturalmente anche il presidente precedente, Rosy Bindi, che di legislature ne avrebbe fatte 6. Fuori ministri come Dario Franceschini (4) e Andrea Orlando (3). Addio anche a renziani doc come Paolo Gentiloni (4), Roberto Giachetti (4), Nicola Latorre (4), Ermete Realacci (4) e Marina Sereni (4). Stessa sorte per Giorgio Tonini (4), che si schierò con Renzi fin dalle primarie del 2012. Fuori due ex tesorieri come Ugo Sposetti (5) e Antonio Misiani (3). Non potrà più entrare in partita ovviamente Anna Finocchiaro (8 legislature, e già si faticò a farla entrare in questa), ma la scure dovrà falciare le poltrone anche di importanti dirigenti del partito come l’attuale capogruppo in Senato Luigi Zanda (4), il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Marco Minniti (4), Rosa Villecco vedova Calipari (3), l’ex ministro Cesare Damiano (3), il leader dei vecchi popolari Giuseppe Fioroni (5), il dirigente lombardo Barbara Pollastrini, ex ministra (5). Fuori un sottosegretario dell’attuale governo come Sesa Amici (5), l’ex commissario della Margherita Giampiero Bocci (3), cui fu affidato l’ingrato compito di controllare i conti del partito dopo lo scandalo di Luigi Lusi. Dovrà fare le valige anche Gianclaudio Bressa (5), che si è occupato in questi anni di finanziamento pubblico ai partiti e di nomine nei principali enti di Stato. Licenziamento pronto per il prodiano Franco Monaco (4), per Vannino Chiti (4), Felice Casson (3) e per lo specialista di antimafia Giuseppe Lumia (6). Ci sono altri nomi più che noti nella lista di chi deve godersi questa ultima poltrona (Filippo Bubbico, Roberta Pinotti, Luigi Manconi, Antonio Giacomelli, Giovanni Legnini, Michele Meta, Ettore Rosato), ma anche i soldati semplici meno abituati alle luci della ribalta faranno naturalmente resistenza. Quei 79 saranno il salvavita della legislatura. 

Franco Bechis

 

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Commenti all'articolo

  • giorgio_collarin

    17 Gennaio 2014 - 07:07

    perché non due!!! dieci anni più che sufficienti!!! o addirittura una sola legislatura, dal momento che dovrebbe essere eletta gente che abbia già maturato esperienza in incarichi municipali, provinciali e regionali??? ripeto: cinque!!! e sono sempre tanti!!!

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  • pgenduso

    16 Gennaio 2014 - 18:06

    Dovrebbe essere legge a tutti i livelli delle politiche (dal comune al parlamento UE), incluso i cosiddetti tecnici (che andrebbero eliminati perché non eletti), unica eccezione le partecipate (ma sempre con il limite dei mandati, anche cambiando azienda). Due mandati al max, anche non consecutivi. E poi la formazione e l'esperienza. Sempre per legge ci dovrebbe essere l'obbligo di esperienza nel livello precedente: es. non puoi andare in UE se non sei stato parlamentare italiano, non puoi andare in parlamento se non sei stato in Regione, e così via. Perlomeno avremmo politici con esperienza che sanno, o dovrebbero sapere, di cosa stanno parlando. Basta ministri o assessori calati dall'alto se non sono stati eletti. Che ognuno si faccia la propria gavetta mettendoci la "faccia propria", poi vediamo se non si migliora la situazione. E obbligo di formazione anche nei partiti. E se ti candidi perdi tutti gli incarichi all'interno del partito: un culo, una poltrona, a tutti i livelli.

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  • dulbecco2

    16 Gennaio 2014 - 17:05

    ma tanto troveranno collocazione sempre sul groppo dello Stato e quindi degli Italiani...li manteniamo ancora noi purtroppo

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  • civimar

    16 Gennaio 2014 - 16:04

    Quasi nessuno del CDX, pensare che li vediamo in parlamento da una vita. Ma al di la di questo io rottamerei immediatamente tutti gli indagati e mi terrei, anche per tutta la vita, i pochi che hanno lavorato veramente per il bene comune.

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