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L'orso contro la balena

torna la potenza cinese

L'orso contro la balena

Un’opera teatrale, ovviamente divisa in atti, che ripercorre il ritorno sulla scena mondiale e, soprattutto, economica di un Paese coma la Cina, che già ai tempi del navigatore Vasco De Gama sapeva essere impero. E’ il tema affrontato dal libro di Giorgio Arfaras “Il grand’ammiraglio Zheng He e l’economia globale – il ritorno della potenza cinese”, pubblicato da Guerini e associati. Arfaras, oggi fondatore della casa di ricerca www.occamrazor.eu ha lavorato a lungo nell’ambiente economico – finanziario, negli staff centrali della Pirelli e per la società di investimenti Prime. Dal 2000 è stato anche gestore per il Crédit Suisse. Collabora con l’Opinione, Agena Liberale e il Foglio e il suo libro raccoglie anche una serie di articoli scritti da lui.

Un libro che parte dalla considerazione di un politologo di grande fama come Francis Fukuyama che, alla fine degli anni Ottanta, con il concludersi della Guerra fredda parlò di “fine della storia” e predicava l’avvento di un nuovo ordine mondiale dominato dagli stati occidentali con i loro tratti più caratteristici. In realtà, oggi, assistiamo ad un evolversi dei fatti diverso. Con realtà economiche come la Cina che si spinge fino nel cuore dell’Africa per consolidare la sua posizione nel mercato delle materie prime.

La scenografia diventa un elemento che accompagna il lettore. Due vele di seta rossa gonfiate dal vento: sono le navi dell’ammiraglio Zheng He che riceve l’ordine di ritirarsi dai mari dall’imperatore della Cina. Una scelta che determinerà lo sviluppo di quella parte di Asia. Fino a quando Deng Xiaoping non decide di far crescere l’industria in una nazione contadina. Il resto è storia di questi anni.

Arfaras analizza lo sviluppo industriale e le basi che lo hanno determinato e permesso. Ma non solo. In un’epoca globalizzata, ciò che accade a Pechino ha peso anche in altre parti del mondo. Si sofferma sulla nascita e il declino dello stato sociale con le teorie avanzate da chi sostiene l’intervento pubblico nell’economia. Poi introduce nella catena che lega il prezzo del petrolio, l’aumento dei prezzi delle case, il variare dei redditi della fasce ricche, l’affacciarsi sul palco di Iran e India. Scene che si susseguono, come quella che presenta la sfida tra le potenze economiche. Balena contro orso: “Gli Stati Uniti sono una potenza marina, una potenza ‘balena’. Prima di loro solo gli inglesi sono stati una potenza ‘balena’. (…) L’Europa mediterranea restò invece rivolta verso il proprio unico mare. (…) I cinesi avrebbero forse potuto diventare una balena ma, con la rinuncia di Zheng He, sono rimasti una potenza radicata alla terra, una potenza ‘orso’”.

Oggi l’orso fa sentire la sua presenza nello scontro, come scrive Arfaras, tra democrazia “totalitaria” e liberale

Una lettura ironica che all’economia sa abbinare molto bene la storia. E i suoi cicli.

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