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Diabete, scoperto il vaccino

L'annuncio del prof Steinman, della Stanford Univeristy: una rivoluzione?

I risultati degli studi saranno pubblicati sulla rivista "Science Translation Medicine": il diabete giovanile colpisce il 3% della popolazione mondiale
Diabete, scoperto il vaccino

Lawrence Steinman, professore della Stanford University School of Medicine californiana, ha annunciato di aver realizzato il vaccino che cura il diabete giovanile. I risultati dei suoi studi saranno pubblicati ufficialmente sulla rivista Science Translational Medicine. La malattia, in gergo diabete insulino-dipendente o di tipo 1, è una patologia che colpisce soprattutto i giovani ed è una forma di diabete che si configura come malattia autoimmune. Colpisce circa il 3% della popolazione mondiale, e a differenza del tipo 2, non è dovuto a uno stile di vita scorretto, ma pare sia correlato a fattori genetici. Chi ne è affetto subisce la progressiva distruzione delle cellule del pancreas che producono l'insulina da parte del proprio sistema immunitario. Quindi, chi ne soffre è costretto a iniezioni di insulina per tutta la vita.  

La cura - Quello scoperto sarebbe un "vaccino inverso", che spegne anzichè accendere la risposta immunitaria. I vaccinati producono più insulina riducendo le cellule immunitarie dannose che attaccano il pancreas. Il vaccino è stato testato su 80 pazienti dal gruppo di Lawrence Steinman. "Al momento stiamo organizzando un trial clinico più grande su un maggior numero di pazienti dopo aver visto gli ottimi risultati sui primi 80", ha spiegato il professore. "L'abbiamo testato su pazienti cui era stata fatta la diagnosi di diabete da 1 a 3 anni prima - precisa - e abbiamo notato che i soggetti vaccinati producono piu' insulina. Inoltre nel sangue dei pazienti sono ridotte le cellule immunitarie cattive". Altri test saranno però necessari per confermare i risultati: "Al momento stiamo organizzando un trial clinico più grande su un maggior numero di pazienti dopo aver visto gli ottimi risultati sui primi 80", aggiunge Steinman. Tuttavia gli scienziati, pur parlando di ottimi risultati, ricordano che la commercializzazione del farmaco è una meta ancora lontana e gli step burocratici molto lunghi.   

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