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L'incoerenza logica della "preghiera interreligiosa". Ma che senso ha?

Andrea Cionci
Andrea Cionci

Storico dell'arte, giornalista e scrittore, si occupa di storia, archeologia e religione. Cultore di opera lirica, ideatore del metodo “Mimerito” sperimentato dal Miur e promotore del progetto di risonanza internazionale “Plinio”, è stato reporter dall'Afghanistan e dall'Himalaya. Ha appena pubblicato il romanzo "Eugénie" (Bibliotheka). Ricercatore del bello, del sano e del vero – per quanto scomodi - vive una relazione complicata con l'Italia che ama alla follia sebbene, non di rado, gli spezzi il cuore

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Pochi giorni fa, per iniziativa della comunità di S. Egidio, si è svolto l’ennesimo incontro di "preghiera interreligiosa per la pace" al Campidoglio, con Francesco e rappresentanti di tutte le religioni: imam, rabbini, bonzi etc.

Perdonateci se ci ostiniamo a portare avanti un rozzo pensiero logico - nonostante oggi sia più importante l’ossequiosa dialettica - ma i qui I CONTI NON TORNANO, ancora una volta.

Queste preghiere interreligiose ricordano un po’ i giapponesi, che si sposano con rito cristiano, fanno i funerali con rito scintoista, celebrano le festività buddiste e il Natale anglosassone-protestante.

Ma questo che senso ha per i Cattolici?

“Io sono la Via, la Verità e la Vita, nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me”, ha detto Gesù Cristo.

I casi dono due: O Cristo era un uomo certamente con un’opinione troppo alta di sé, oppure era veramente Lui “il Figlio di Dio”.

(Il maiuscolo lo utilizziamo per rispetto alle nostre tradizioni linguistiche e alla sensibilità religiosa della maggioranza degli italiani, non per spirito di parte).

La preghiera-manifesto del Cattolicesimo, quindi, parla chiaro: “Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli:Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre…”.

La preghiera non dice “Credo in Qualcosa di indistinto che vive sulle nuvole, rivelatosi a vari popoli della terra sotto varie forme”.

No: è molto precisa. Quindi stando alla logica, i Cattolici non possono pregare INSIEME ai capi di altre religioni, perché, per forza di cose, sono TENUTI a ritenere le altre religioni false, pur rispettando doverosamente la loro identità e libertà di culto. E anche buona parte delle altre fedi dovrebbero pensare altrettanto verso quella cattolica.

Religioni diverse – per i cattolici - possono avere alcuni lati apprezzabili, interessanti, qualcosa di condivisibile, ma non adorano il loro stesso Dio. Nemmeno i “fratelli maggiori” ebrei, i quali, peraltro, sono fierissimi della loro identità.

Se è vero che il Dio del Vecchio Testamento era lo stesso dei Cattolici, esattamente da 1987 anni, gli ebrei non riconoscono affatto Gesù Cristo come Messia, un personaggio sul quale invece è COMPLETAMENTE FONDATO il Cattolicesimo. Anzi, diciamo che, nel processo a suo carico, nella primavera del 33 d.C., gli ebrei non hanno esattamente “spezzato una lancia” in favore di Gesù. (Questa è storia, non è compito di questo articolo dire se hanno fatto bene o male).

Andando avanti, bisogna ricordare che Allah non è un dio trinitario e ha caratteristiche del tutto diverse da quello cattolico. Il buddismo, da parte sua, non ha nemmeno una divinità, perché è una filosofia.

Ognuna di queste religioni può essere profondamente rispettabile per un laico, ma chi ne fa parte non può riconoscere le altre come altrettanto valide rispetto alla propria, sennò che ci sta a fare? Se una cosa è considerata VERA, tutte le altre che vi vengono assimilate non possono essere altro che IMITAZIONI.

Quindi, se l’obiettivo è quello di pregare “Dio” per la pace, per la fine del Covid o per chiedere qualsivoglia altra grazia , dal punto di vista di ognuno dei capi religiosi, che senso ha pregarlo INSIEME a persone che pregano un altro Dio, per forza di cose, falso, imitato, o inesistente? E’ un controsenso logico.

Un islamico ha infatti tutto il diritto di ritenere che i Cattolici, pregando la Trinità, stiano perdendo il loro tempo. Gli ebrei possono legittimamente pensare che i Cattolici, pregando Gesù Cristo, stiano rivolgendosi a un falso Messia.

Quindi, un conto è il molto apprezzabile RISPETTO interreligioso, nel senso di dire: “Voi avete la vostra cultura, le vostre divinità, padronissimi di pregare chi volete” e allora si prega SEPARATI, ognuno per conto suo. Un altro conto è proporre: “Dai, mettiamoci insieme, “incrociamo i flussi” come dicevano i Ghostbusters: noi invocando  Tizio, voi Caio, quegli altri Sempronio, alla fine se c’è qualcuno là sopra, chiunque sia, risponderà”.

Il che corrisponde alla più completa e devastante negazione del Cristianesimo cattolico che, per sua natura, E’ IDENTITARIO AL MASSIMO LIVELLO in quanto FEDE RIVELATA.

Pensiamoci: supponendo che  il Dio cattolico sia quello vero, Egli ha mandato addirittura Suo Figlio per dire la verità, per manifestarsi in tutta la Sua specifica realtà e per far piazza pulita degli altri idoli. Proprio per questo, quel giovane con la barba e i capelli lunghi è stato fustigato e messo in croce.

Secondo voi, il Padre potrebbe essere contento che, nonostante abbia fatto ammazzare Suo figlio per rivelarsi agli uomini, ora Lui stesso  venga confuso con qualcosa di generico, magari con un grande Architetto dell’Universo, che si è rivelato qui con la testa di uccello, lì con la proboscide di un elefante, lì ancora con le piume del Quetzalcoatl?

Secondo la dottrina della Chiesa, le altre religioni possono avere avuto un’autonoma intuizione del divino, ma i Cattolici fondano la loro fede sul fatto di AVER RICEVUTO LA RIVELAZIONE, il biglietto da visita, con nome cognome, indirizzo e, con in più il comandamento “Andate e predicate il mio Vangelo”.

E invece, adesso, negli incontri interreligiosi, i cattolici disconoscono la rivelazione ricevuta pregando insieme ad adoratori di divinità diverse, il che  suona, peraltro, anche come una BEFFA rispetto alle altre religioni. Se un cattolico crede davvero che il suo è l’unico dio, che senso ha sottrarre del tempo ad altre persone, sapendo che “sono nell’errore”? Perché? Per la vanità di farsi vedere accogliente? Per mantenere gli altri nelle loro illusioni?

L’unico incontro interreligioso possibile per i cattolici può essere, quindi, proprio quello in cui NON si prega insieme. Magari si parla delle proprie differenze, o si definiscono spazi e ambiti di competenza: un incontro intellettuale e conoscitivo. Ma nella preghiera interreligiosa la LOGICA SI PIEGA ALLA DIALETTICA, e questo è assurdo perché la religione cattolica ritiene di essere la religione della Rivelazione, del Logos e della verità assoluta. Ergo, una preghiera cattolica e allo stesso tempo dialettica è una preghiera non-cattolica e, se fatta da cattolici, rischia di essere vagamente blasfema.

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