(Adnkronos) - "Non ci sono neanche più soldi per il gasolio che serve ad alimentare i trattori, le macchine sono ferme, l'azienda versa nell'abbandono, gli operai sono impossibilitati a lavorare e il caseificio è stato chiuso mesi fa dalla Asl per la quale non erano garantite le norme di igiene. Insomma, il Comune che chiude se stesso", racconta Ferrante. In questa situazione di sofferenza la prospettiva più probabile è che l'azienda torni alla Regione Lazio che, avendo previsto nel collegato agricolo una norma per la vendita dei terreni, potrebbe liberarsi di questa terra offrendola al miglior compratore. "La Regione Lazio apre di fatto alla possibilità della vendita dei terreni. Si prospetta quindi una situazione di abbandono e di privatizzazione per queste terre che hanno invece grosse potenzialità economiche, occupazionali e di tutela ambientale - aggiunge Ferrante - Noi proponiamo un altro modello, cioè la possibilità di una gestione diretta delle aziende del territorio in collaborazione con l'amministrazione". "Quando si parla di terra, è assolutamente necessario - conclude Andrea Ferrante - tornare a valorizzare con forza il bene pubblico contro l'idea imperante di privatizzazione e di profitto".




