Palermo, 7 mag. - (Adnkronos) - "Lo sviluppo di questa città non può più attendere. I servizi pubblici carenti, la forte disoccupazione soprattutto giovanile giunta al di sopra del 50%, le migliaia di cassintegrati, le aziende in fallimento e i negozi in particolare del centro storico chiusi sono un chiaro segnale che la crisi ha ormai toccato punte da vero allarme". A ribadirlo durante i lavori dell'Esecutivo della Cisl Palermo Trapani, che si è riunito nella sede di via Villa Heloise a Palermo, è Mimmo Milazzo, segretario Cisl Palermo Trapani. Alla rinnovata giunta Orlando e al primo cittadino il sindacato chiede "un passo in più nel riordino delle partecipate e dei loro conti in vista del bilancio consolidato, nella riduzione degli sprechi, la riqualificazione della spesa pubblica, la lotta all'evasione per giungere alla riduzione della tassazione locale, la realizzazione di quelle opere infrastrutturali che possano sollecitare il rilancio del tessuto economico, dell'edilizia, del turismo e delle imprese". Uno sforzo per il futuro del capoluogo siciliano, che, per le parti sociali, "deve vedere impegnata anche la Regione protagonista di alcune vertenze chiave come la Fiat, Fincantieri e Keller". "Ormai è necessario ragionare in termini di gruppo pubblico locale - aggiunge Milazzo -. I conti del comune di Palermo non possono prescindere da quelli delle partecipate, il 2015 è vicino, siamo pronti a dialogare con l'amministrazione affinché il risanamento diventi la parola d'ordine e la guida per ogni azione, nella tutela dei lavoratori e dei servizi ai cittadini". A preoccupare il sindacato è anche "la scarsa chiarezza attorno alla riforma delle province" e, in particolare, "sulle competenze che riguardano i servizi pubblici e la riscossione delle tasse locali". (segue)




