(Adnkronos) - Alcuni comuni inoltre prevedono esenzioni dal pagamento per famiglie particolarmente svantaggiate, in cui sia sopravvenuta per esempio una disoccupazione, come nel caso dei comuni di Genova, Bari e Cagliari. I comuni di Verona, Reggio Emilia, Vigevano, Brescia, Genova, Napoli, Perugia, Torino, Aosta, Udine, Catania e Sassari esonerano dal pagamento della mensa i minori segnalati dai servizi sociali. Nel caso di Genova ne sono esenti anche i figli di rifugiati o di famiglie particolarmente numerose, come previsto anche dai comuni di Verona, Ancona e Bari. A Lecce non pagano la mensa anche i bambini delle comunità rom, al fine di favorirne l'integrazione. Rispetto al quantum della contribuzione, benché tutti i comuni mappati prevedano una modulazione delle tariffe in base al reddito e a particolari condizioni del bambino (per esempio in adozione, affidamento o segnalato dai servizi sociali) e della famiglia saltano all'occhio le notevoli differenze da città a città. Si va da una tariffa minima mensile di 5 euro a Napoli, 7 euro a Salerno fino a 72a Vigevano, 66 a Brescia e 53 Euro a Campobasso. In generale, rispetto al monitoraggio effettuato l'anno scorso, non si riscontrano aumenti significativi di tariffe con l'eccezione di Udine, +15% e di Catanzaro dove le rette, pur restando nella media, sono raddoppiate. Si conferma invece anche quest'anno per la maggioranza dei comuni - 25 su 36 - la cattiva prassi di escludere da esenzione o riduzione della contribuzione i bambini non residenti nel comune di riferimento. (segue)



