Roma, 14 mag. - (Adnkronos) - "E' assurdo scommettere sulla tenuta strutturale del relitto della Costa Concordia". Così Greenpeace e Wwf intervengono pubblicamente sulla vicenda della rimozione della Costa Concordia dopo aver interpellato il Commissario per le operazioni di smaltimento e il ministero dell'Ambiente. Le associazioni dichiarano di assistere sbigottite al rimpallo di responsabilità e rilevano che nessun ripensamento tecnico è stato annunciato a seguito del 'distacco' del cassone galleggiante avvenuto poche settimane fa. Greenpeace e Wwf rilevano con preoccupazione che si tace su quello che sarebbe successo se il cassone si fosse staccato durante la fase di traino della Concordia. La nave sarebbe inesorabilmente affondata a profondità irraggiungibili, visto che tra il Giglio e l'Elba i fondali possono arrivare quasi a mille metri e, dopo Capraia, superano i cinquemila metri di profondità. "Non si può giocare con la sicurezza ambientale, mettendo a rischio il mare del Giglio, in pieno Santuario dei Cetacei. È indispensabile aspirare dal relitto della Costa Concordia le oltre 100 tonnellate di carburanti rimasti così come è necessario verificare se la Concordia sia in grado di reggere un traino che, alla velocità di 1,5 nodi, impiegherebbe oltre quattro giorni per portarla a Genova. È assolutamente illogico contare sulla resistenza strutturale del relitto pochi giorni dopo il distacco del serbatoio" sottolineano Greenpeace e Wwf. (segue)




