Roma, 14 mag. - (Adnkronos) - Tre ciack per dare inizio a tre scenette e raccontare cosa sarebbero le "scuole" con l'applicazione dei nuovi provvedimenti e quale idea invece dovrebbe essere realizzata. Le educatrici della scuola dell'infanzia, riunite in protesta in piazza Campidoglio con la sigla sindacale Usb, a suon di canzoncine bambinesche, non temono di mostrarsi esasperate, improvvisandosi attrici alle prese con bambolotti, e lasciar immaginare quale futuro si prospetterebbe non solo per loro, ma anche per i bambini. "Ci è sembrato questo il modo più immediato -spiega Daniela Pitti delegata dell'Usb- per far capire che questa organizzazione del servizio che vogliono proporre è peggiorativa di una situazione che già è di insofferenza dentro i servizi. Noi stiamo in stato di agitazione già da tempo, perchè nel nostro settore si continua a non assumere, a dare calci in faccia alle precarie, usarle quando serve coprire il servizio e poi non tutelandole in nessun modo". Una protesta incentrata sull'infanzia, al punto da spaccare in due la preoccupazione delle manifestanti, pronte ad urlare non solo in difesa della loro prospettiva lavorativa, ma anche per proteggere quel "patrimonio più grande dei soldi e dei posti di lavoro", come li definisce Daniela Pitti, ovvero i bambini.




