Milano, 22 mag. (Adnkronos) - Nuova puntata del confronto che, da diverse settimane, agita la Procura di Milano. In attesa della decisione del Csm sul procuratore capo Edmondo Bruti Liberati e il procuratore aggiunto Alfredo Robledo, i magistrati tornano sul comunicato di ieri, firmato da 62 toghe, per un'ulteriore precisazione. Un documento, quello di ieri, che aveva "scopi ben precisi: manifestare fiducia e rispetto verso il Csm" e auspicare "la possibile rapidità delle sue conclusioni e , soprattutto, contrastate strumentalizzazioni e false rappresentazioni di spaccature dilanianti all'interno dell'Ufficio", si legge nella nota odierna firmata dai sostituti procuratori Ferdinando Pomarici e Armando Spataro. "In alcuni articoli oggi pubblicati, però, compaiono ulteriori fraintendimenti dello spirito e della lettera del nostro appello, per cui - quali promotori dell'iniziativa (che parte da un diffuso bisogno) - intendiamo ribadire che i magistrati firmatari non hanno inteso schierarsi ma solo riaffermare la credibilità dell'ufficio e l'efficacia della sua azione, nonché la propria sottoposizione esclusivamente alla legge".




