(Adnkronos) - Il gruppo di nigeriani, sono state emesse 37 ordinanze di custodia cautelare in carcere, aveva un potenziale di smercio di eroina e cocaina altissimo e che travalicava non solo i confini dell'Italia, ma anche quelli dell'Europa. "Qua a Perugia - dice uno spacciatore captato - si organizza diversamente, qua a Perugia non devono portare le cose non buone, Perugia non è così, alcune persone che vengono a comprare da me la cosa, prima di pagare vedono se è buona o no, per fare business con qualcuno sono molto selettivi, se portate la roba buona i soldi non sono un problema". Gli spacciatori di Perugia, si legge nelle circa 300 pagine di ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Perugia Lidia Brutti, su richiesta del sostituto procuratore della DDA di Perugia Manuela Comodi, erano contigui al gruppo romano, in cui il capo dei nigeriani, gestiva un notevole flusso di droga che andava da un capo all'altro del mondo. "Ascoltami - dice uno di loro al telefono per decidere di un corriere - la storia di Ecuador è che c'è una persona che arriva dall'Ecuador dove gli mettono la merce dentro, e poi quando arriva in Olanda noi gliela tiriamo fuori, smettila di dire che non hai i soldi, quando avrai fatto due o tre cose vedrai che avrai i soldi per prendere un piccione viaggiatore". Corrieri della morte di cui parlano come veri e propri oggetti: "il proprietario del mulatto - si legge nelle conversazioni captate - dice che vuole i soldi per mandarlo qui". "Uno nero che parte dall'Ecuador per la Nigeria va bene?" e ancora "ho un amico pakistano che una volta faceva il corriere", "é bravo? Perché il suo lavoro sarà di andare con il volo pakistano dall'Italia alla Terrasanta (Olanda,ndr) da di là va in Pakistan al suo ritorno entreranno dentro il mezzo a portargli la roba e poi quando entreranno in Terrsanta (Olanda,ndr) glielo prenderanno prima di passare la dogana".(segue)




