(Adnkronos) - Il movimento principale è molto lento (in questi anni di osservazione al massimo la velocità è stata di 0,5 cm/anno) ma deve lo stesso essere ben monitorato. Adesso l'amministrazione ha deciso mettere a frutto i risultati della ricerca condotta nel corso degli anni per creare uno strumento di allerta per la Protezione civile: a partire dai dati raccolti dalla rete dei sensori, una serie di analisi permetteranno la messa a punto di un modello di movimento che stabilirà una soglia di velocità oltre la quale diventa massima la probabilità che si inneschi un frana. L'obiettivo è che questo modello, implementato nel sistema generale di Protezione civile, permetta un tempo di allerta sufficiente alla messa in sicurezza delle persone ma anche sufficiente alla rimozione e all'allontanamento dei manufatti artistici soggetti a danneggiamento per crollo. (segue)



