Cagliari, 19 set. - (Adnkronos) - "Visitando la Sardegna, dopo l'incontro con le poverta' estreme che approdano a Lampedusa, ci dici che anche nel conoscere l'Italia vuoi partire dalle realta' piu' povere. Sentiamo questo tuo gesto non come un atto di pietismo, ma come l'indicazione precisa di un metodo e di una strada: per costruire il bene comune di un Paese, per risollevarsi da una situazione di crisi generale, e' necessario mettere al primo posto i piu' piccoli e i piu' poveri". Lo scrive rivolgendosi al Papa, mons. Arrigo Miglio, arcivescovo di Cagliari e presidente della Conferenza episcopale sarda, nell'editoriale sul numero speciale de Il Portico, il settimanale della Diocesi in distribuzione da oggi. "La tua, quindi - aggiunge il presule - e' un'indicazione preziosa non solo per le nostre chiese ma anche per tutti coloro che hanno responsabilita' di carattere sociale politico amministrativo". L'arcivescovo entra nei particolari della Visita di domenica e dice ancora a Papa Francesco: "Ti siamo grati perche' vieni a condividere con noi la tua fede e la tua devozione a Maria, perche' vieni a conoscere da vicino la fisionomia della nostra Terra e del nostro popolo, perche' la tua visita ha ravvivato in modo inaspettato la speranza in tutti coloro, e sono tantissimi, che vivono nella precarieta', nell'ansia, nella poverta"'. "Sappiamo - prosegue monsignor Miglio - che tu conosci le cifre impressionanti che descrivono tale ansia, precarieta' e poverta'. In modo particolare, conosci il dramma dei nostri giovani troppo spesso costretti ad emigrare, lasciando cosi' la nostra regione priva di futuro, poiche' anche la nascita di nuove vite si e' fortemente ridotta. E' questa la nostra poverta' piu' grande: lo scoraggiamento e la rassegnazione che contribuiscono a rendere incerto il nostro futuro".




