D avanti al Cristo pendente dalla croce, sbiancato dall’agonia e dalla morte, ciascuno può sentir vibrare la propria umanità, un senso di bellezza che riscatta il dolore. E ciascuno può sentirsi “salvato” dalla solitudine e dall’esclusione. È l’esperienza che i visitatori hanno potuto vivere davanti alla Crocifissione bianca di Marc Chagall, dipinta dal pittore russo di origine ebraica nel 1938, dopo i tragici eventi della Notte dei Cristalli. Un quadro amato molto anche da papa Francesco. Proprio l’esposizione della grande opera è stato uno degli eventi-clou dell’anno del Giubileo nella Capitale, presso il Museo del Corso – Polo museale, a Palazzo Cipolla. Il quadro, proveniente dall’Art Institute of Chicago, è giunta qui per la prima volta grazie alla collaborazione tra il Dicastero per l’Evangelizzazione, il Pro-Prefetto monsignor Salvatore Fisichella e Fondazione Roma. La possibilità di ammirare bellezza e storia, di sentirsene parte concreta, deve essere offerta a tutti, a chi ha difficoltà a camminare, a vedere, a comprendere, a chi non ha risorse economiche, a chi si sente ai margini: è questa la mission possible – come sottolineano dalla Fondazione Roma - che si è assunto il nuovo Polo museale e che appare sulla già affollata ribalta culturale nel cuore della Capitale. Il centro del progetto espositivo è realizzare un’operazione culturale, strettamente connessa, però, ad un servizio di utilità sociale. La Fondazione, si sottolinea, persegue l’obiettivo di trasformare la cultura in un progetto sociale concreto. A cominciare dalle visite guidate alle mostre per persone con disabilità fisica e percorsi terapeutici per persone colpite da malattie neurodegenerative.
È insomma, la “marcia in più” del Museo del Corso –Polo museale, voluto e promosso proprio dalla Fondazione, che si sviluppa con l’accorpamento di due prestigiosi edifici dal grande valore storico e architettonico, integrati tra loro: Palazzo Sciarra Colonna e Palazzo Cipolla, entrambi situati lungo la centralissima via del Corso. Al via, nel 2025, un programma di mostre temporanee dedicate ai grandi maestri dell’arte mondiale, tra cui Marc Chagall, Pablo Picasso e Salvador Dalì. Con un “taglio” particolare: senza la pretesa di offrire prospettive antologiche, da un punto di vista diverso. Mostrare, ad esempio, le difficoltà affrontate da Picasso come esule in Francia, diventato poi ricco e famoso, ma pur sempre esule. E di Salvator Dalì che ritiene di essere il legittimo erede dei grandi maestri del Rinascimento, ma scende in competizione con le star artistiche del suo tempo, a cominciare proprio da Picasso. C’è poi un altro aspetto da mettere in evidenza e che sta diventando una “tendenza” sempre più amata dal pubblico: la riscoperta di dimore e palazzi che rappresentano capitoli più intimi e privati della Storia. In questo caso, Palazzo Sciarra Colonna, con il suo portale conosciuto come una delle “quattro meraviglie di Roma”, apre i suoi spazi, gratuitamente, al grande pubblico e svela i tesori della sua Collezione permanente, con opere di artisti che permettono un viaggio lungo i secoli, dal quindicesimo secolo fino ai giorni nostri, rivelando le inedite carte dell’Archivio storico della Fondazione Roma, i documenti storici del Sacro Monte della Pietà e della Cassa di Risparmio di Roma. Con un’attenzione privilegiata, sottolineano dalla Fondazione, alla presenza dei giovani, ai quali sono dedicati percorsi guidati con le scuole, laboratori, corsi, conferenze ad hoc. Il prossimo appuntamento è di quelli da non perdere.
Si tratta della esposizione “Da Vienna a Roma. Meraviglie degli Asburgo dal Kunsthistorisches Museum” che si inaugura il 5 marzo e chiuderà i battenti il 5 luglio, prodotta da Fondazione Roma e curata da Cäcilia Bischoff. Arriveranno opere mai esposte prima in Italia dei grandi maestri della pittura europea, Accanto a Rubens, Velázquez, Brueghel il Vecchio, van Dyck e Cranach, brilleranno i colori immortali di Caravaggio, Tiziano, Tintoretto, Arcimboldo. Una reale immersione nella bellezza, a disposizione di tutti.




