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San Francesco, tre libri per capirne la vita e la spiritualità

Ad Assisi saranno esposte alla venerazione dei fedeli per le prime volte le spoglie. Un'occasione non solo per i cattolici...
di Antonio Soccisabato 21 febbraio 2026
San Francesco, tre libri per capirne la vita e la spiritualità

3' di lettura

Da domani 22 febbraio al 22 marzo, nella Basilica inferiore di San Francesco, ad Assisi, saranno esposte alla venerazione dei fedeli, per la prima volta, le spoglie del santo, nell’ambito del Giubileo francescano indetto da papa Leone XIV per gli 800 anni dalla morte di Francesco.

Per i cattolici è un incontro con la spiritualità dell’umile frate che è considerato un «alter Christus». Per gli altri? I laici o gli agnostici- che in genere sono comunque affascinati da san Francesco e dalla sua storia- potranno riflettere o polemizzare anche su questo strano rapporto del cattolicesimo con il corpo, con la carne. Magari scandalizzandosi, come ogni volta che si parla delle reliquie e dei miracoli. È l’occasione per scoprire che il cristianesimo, contrariamente a quel che si crede, non è una religione, ma soprattutto non è uno spiritualismo, una fuga dalla realtà. Infatti è anzitutto la notizia di Dio che si è fatto carne, è diventato uomo, si è lasciato crocifiggere per salvarci (quindi una morte che ha in sé tutto lo strazio della sofferenza fisica) ed è risuscitato nella carne aprendo a noi il destino della resurrezione: un’eternità in cui vivremo, in «un nuovo cielo e una nuova terra» (Ap 21,1), con i nostri corpi di carne, glorificati, divinizzati.

Giorgio La Pira riteneva che i veri materialisti siamo noi cristiani. Perché, argomentava, se Dio si è fatto uomo ed è la consistenza di tutte le cose, tutto viene illuminato e cambiato: «questo è il fatto che a sé attrae - come universale, irresistibile centro di gravità - la creazione intiera cosmica e storia. Egli è l’alfa e l’omega, il principio e la fine, la stella irresistibilmente attrattiva». Lo era concretamente e fisicamente già durante la sua vita pubblica, quando pure la sua semplice presenza corporea manifestava la sua identità divina. I Vangeli sono pieni di episodi in cui tutti cercano di toccarlo: «E tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti» (Lc 6,19). Non a caso rimane fra gli uomini «fino alla fine dei tempi» sotto le apparenze concrete del pane e del vino, nel suo corpo mistico che è la Chiesa, dove i fedeli, con il battesimo, diventano membra di Cristo. Per questo il corpo dei battezzati, tempio dello Spirito Santo, è sepolto in terra consacrata dove aspetta la resurrezione finale.

I santi, coloro che più si sono immedesimati con Cristo (e che spesso in vita hanno curato le ferite- fisiche e morali- dei fratelli, pure lebbrosi come fece Francesco), sono anche intercessori e le loro reliquie sono segni visibili della comunione dei santi, della vittoria di Cristo sulla morte e dell’azione di Dio che continua a operare nel mondo attraverso i suoi fedeli santificati. Le reliquie di san Francesco sono quindi un’occasione di amicizia con lui che è fra i Viventi. Per entrare di più nella sua storia suggerisco tre libri non recenti. Il primo s’intitola Nostro fratello di Assisi. Storia di una esperienza di Dio (Edizioni Messaggero Padova) ed è scritto dal francescano Ignacio Larranaga. È un libro bellissimo, che affascina e commuove. Porta dentro le giornate di Francesco, nel suo rapporto con Dio, come se fossimo accanto a lui, rivelando il suo cuore e i suoi pensieri. Un capolavoro.

E per capire la sua vicenda collocandola nel suo tempo (e non nel nostro come molti fanno oggi) è utile e avvincente leggere Francesco d’Assisi (Mondadori) di Franco Cardini e anche San Francesco d’Assisi (Lindau) di Gilbert K. Chesterton (fu importante per la sua conversione).