I gatti sono animali tanto “magici” da meritarsi addirittura un’Accademia a loro intitolata. Per volontà di Marina Alberghini, una saggista fiorentina che li venera. Al pari di quel Louis-Ferdinand Déstouches (Céline), “gatto randagio”, cui lei ha dedicato una biografia pubblicata da Mursia nel 2009. E dove Bébert, il gatto dello scrittore, fa la sua figura e ama, riamato, il suo padrone. Il gatto non è un cane ma è fedelissimo, anche standosene sulle sue. Magia felina: è un mistero.
Ma gli animali sono un mistero e il primo merito di Alfredo Cattabiani è quello di averlo lasciato intatto, evitando dunque le smancerie animaliste, in un libro che svela, proprio perché non obbedisce alle mode. Cattabiani è un esperto di simbologia: echi ancestrali, suggestioni, richiami, connessioni, incursioni nella storia e nel mito sono per lui pane quotidiano.
VIAGGIO SIMBOLICO
Così i dialoghetti- racconti raccolti in Zoario (Iduna, 2026, pp.250, euro 20) sono prima di tutto un viaggio nei sogni, nei ricordi, nelle epifanie, in quell’invisibile che si apre solo a chi ha occhi per vedere e mente per intendere. Descrivono un viaggio simbolico con animali vicini, come il gatto appunto, o l’asino, la lucertola, il gabbiano; oppure lontani, come il leone, il delfino, l'aquila.
Messaggeri divini, simboli di vizi e virtù, compagni e viatici misteriosi verso un mondo invisibile. Ogni passo di questo percorso è descritto da un'acquaforte di Sigfrido Bartolini che interpreta l'animale protagonista del dialogo. Certo, i percorsi nelle più variegate geografie- dal Monviso a Siviglia, da Capalbio a Saint Tropez, dal Monte Bianco a Scanno - impegnano cultura, intelligenza e attenzione; e gli amabili conversatori che danno a ciascuno il suo - si tratti di lucertole o di delfini, di aquile o di scrofe, di cigni o di cicale tra una citazione d’autore e un ricordo personale, hanno classe ed eleganza: nessuno, però, parla in modo pedante, dunque si può “empaticamente” ascoltare. La quotidianità l’abbiamo davanti e ci sollecita ad osservare, il passato è una raccolta di spunti, visto che ognuno ha nei suoi ricordi un’avventura e una scoperta. E poi ci sono miti, leggende, archetipi, che ci dicono che gli animali sono un mondo e quel mondo confina col nostro. Ma torniamo al gatto. Un certosino.
Lo hanno regalato all’autore due ragazzini al mercato di Sabaudia, in un pomeriggio di fine estate. Era in una cesta, insieme ai suoi quattro fratelli. Miagolavano tutti disperatamente, quasi implorando.
E l’autore, che non aveva spazi e tempi per star dietro a un gatto, alla fine aveva scelto il più grassoccio, un “batuffolo di lana grigia, dove lampeggiavano due occhi gialli come l’oro”. Se lo era portato dietro nel suo minuscolo appartamento. Il gattino dormiva accanto a lui e lui non aveva mai dormito così bene, non era mai stato così bene, fino a quando quella creatura non era entrata nella sua vita e l’aveva resa più ricca, anche di sorprese.
I gatti portano fortuna? Sì, osserva nel dialoghetto uno dei conversatori, e guai a far loro del male. In Sicilia si dice che chi uccide un gatto subirà sventure per sette anni. Nell’antico Egitto la stessa popolazione lo avrebbe castigato. Diodoro Siculo racconta che un giorno un cittadino romano, che ne aveva ucciso uno inavvertitamente, fu linciato dalla folla inferocita.
IGNOTE RAGIONI
Animali magici i gatti? Addirittura ucciderli significa commettere un sacrilegio? Nel suo Zoario Cattabiani ci porta a spasso nel mistero. Perché gli animali non sono né buoni né cattivi. Diciamo che i loro comportamenti obbediscono a ignote “ragioni”, che rimandano a stagioni immemoriali dove, ad esempio, una cicogna curata amorevolmente da una donna sterile, assume le sembianze di una Grande Madre. Ma tutto si fonde ed ecco nel presente - che ha il sapore del passato e del “sempre” - la storia di un anello composto da due delfini che si baciano e che sono il simbolo dell’amore coniugale. Mistero animale. Un cigno, inviato da Apollo, che, nel Lago di Bolsena, fieramente e ferocemente interviene per impedire un adulterio tra un medico colpito dalla sindrome del solstizio d’estate e una donna che è la reincarnazione della regina Amalasunta; una scrofa, battezzata Lady Pink, che si trasforma nella raffinata dama di compagnia di una principessa; le cicale che, a Saint- Tropez, con il loro canto, ricordano agli immemori che quello è il suono originario dal quale il mondo trae alimento. Ed altre storie significative raccontano aquile, farfalle, merli, lucertole, api, asini, galli, lupi, aironi, che, insieme ai conversatori dei dialoghetti, ammoniscono ad amare gli animali, senza essere animalisti.