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I Giubilei nella storia a colpi di bolle papali e la “regola del 25”

Come è a tutti noto, Bonifacio VIII (Benedetto Caetani), con la Bolla “Antiquorum habet” indisse nel 1300 il primo anno giubilare
di Sergio De Benedetti martedì 23 giugno 2026

2' di lettura

Come è a tutti noto, Bonifacio VIII (Benedetto Caetani), con la Bolla “Antiquorum habet” indisse nel 1300 il primo anno giubilare. L’indulgenza plenaria si otteneva, per i Romani, attraverso la visita per trenta volte nelle chiese dedicate a San Pietro e San Paolo mentre per i pellegrini venuti da fuori Roma ne bastavano quindici. Le cronache riferiscono che arrivarono oltre due milioni di fedeli ma riferiscono pure, non ufficialmente, che molti romani si finsero provenienti da ogni dove, senza specificare la località. La Bolla di Bonifacio stabiliva che il Giubileo si tenesse ogni cento anni ma Clemente VI, il francese Pierre Roger de Beaufort residente ad Avignone, concesse alla città di Roma, dopo il disastroso terremoto del 1349, di celebrare un Giubileo straordinario.

Tenutosi regolarmente quello del 1400 con Urbano VI (Bartolomeo Prignano), la regola “del 50” si confermò con Niccolò V (Tommaso Parentucelli) ma venne annullata dalla disposizione di Paolo II (Pietro Barbo) nel 1475 che, definitivamente, fissò con la Bolla “Ineffabilis Providentia” che il Giubileo si tenesse ogni 25 anni. Paolo II aggiunse inoltre le visite obbligatorie anche alle chiese di Santa Maria Maggiore e di San Giovanni in Laterano. E da allora, salvo guerre di ogni tipo sempre incombenti, così si è proceduto.

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Nel 1550 accadde un passaggio di consegne, nel senso che Paolo III (Alessandro Farnese) indisse il Giubileo ma che in realtà, deceduto, venisse portato a termine da Giulio III (Giovanni Ciocchi del Monte) e lo stesso accadde nel 1775 con Clemente XIV (Giovanni Ganganelli), deceduto e sostituito dal successore Pio VI (Giovannangelo Braschi). Complessa poi la situazione al tempo di Pio IX (Giovanni Mastai Ferretti) che rifugiatosi nel novembre 1848 a Gaeta per la promulgazione della Repubblica Romana, rientrò a Roma nell’aprile 1850 senza poter predisporre il Giubileo. E non andò meglio nel 1875 poiché pur essendo stato indetto con la Bolla “Gravibus Ecclesiae” il 24 dicembre 1874, Pio IX si considerò prigioniero dell’Italia dopo la Breccia di Porta Pia del 20 settembre 1870 e non avvennero infatti cerimonie di apertura e chiusura delle Porte Sante.

Riguardo a quel che invece è accaduto nel Giubileo 2025, cioè iniziato da Papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio) e chiuso da Leone XIV (Robert Francis Prevost), l’analogia si è verificata nel tempo soltanto nel 1700 quando cioè ad Innocenzo XII (Antonio Pignatelli), subentrò in corso d’opera Clemente XI (Giovanni Albani). Dal 1300 ad oggi, i Giubilei ordinari sono stati in totale 25.

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