CATEGORIE

Le parole che salvano l'Occidente

Serve una reazione politica, ma anche e soprattutto culturale, in modo da far chiarezza sui principi fondativi dell’Occidente
di Corrado Ocone giovedì 30 luglio 2026

3' di lettura

Mai come oggi l’Occidente è sul banco degli imputati. L’attacco proviene da altre culture e civiltà che ne contestano i valori, ma anche da forze e movimenti presenti al suo interno. Già quest’ultimo dato dovrebbe far riflettere: raramente nella storia si è vista una civiltà che ospita e tollera i propri nemici. Ciò significa che la promessa di libertà e pluralismo su cui si è costruita la nostra mentalità, che ha preteso e pretende a ragione di essere universale, non è stata disattesa. E che anzi non molte istanze critiche ad essa rivolta sono state discusse e, nella misura del possibile, integrate. La nostra identità non è infatti statica o fissa, ma evolve continuamente con la storia, senza però che siano traditi i suoi principi fondanti. Il problema degli ultimi anni è però che sia i nemici esterni, come per esempio l’islamismo radicale, sia soprattutto quelli interni hanno preso il sopravvento dominando e indirizzando il dibattito pubblico.

Si è così creato, negli ambienti intellettuali ma non solo, una sorta di senso comune basato su palesi distorsioni storiche e teoriche, che guarda fra l’altro come prospettiva a soluzioni francamente illiberali. Occorre una reazione politica, ma anche e prima di tutto culturale, in modo da far chiarezza sui principi fondativi dell’Occidente e scoprirne tutta la carica emancipatrice. È questo l’intento che ha mosso il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara a chiamare a raccolta, insieme ad un autorevole studioso e docente, il professor Giampaolo Azzoni dell’Università di Pavia, un congruo numero di studiosi con alta credibilità scientifica per costruire un ideale dizionario di parole-chiave atte a delineare gli assi portanti della nostra cultura: Manifesto per l’Occidente, Guerini e Associati (pagine 174, euro 20,50). Si va da “democrazia” a “dignità umana”, da “libertà” a “merito”, da “persona” a “rispetto”.

Omero, Dante, Manzoni: la scuola che ci piace

L’Odissea di Christopher Nolan, criticabilissima per molti aspetti, se non altro ha acceso l’interesse di ta...

Accompagnato da mani esperte, il lettore può valutare i fondamenti storici e il valore intrinseco di conquiste che rischiano di essere sottovalutate o considerate dati di fatto. No!: quei valori vanno riconosciuti prima di tutto e poi riconquistati e affermati ogni giorno, combattendo le istanze relativistiche e nichilistiche che sono affiorate nella nostra civiltà. Uno dei tanti meriti della silloge è di non mettere come lo struzzo la testa sotto la sabbia: non è un volume apologetico. I limiti della realizzazione storica dei valori occidentali, così le traversie e le contraddizioni attraverso cui si sono fatti strada nella storia, non sono sottaciuti. Essi sono però ricondotti alla normale dialettica della vita, nonché all’impossibilità per un “legno storto” come è l’uomo di raggiungere la perfezione.

«L’Occidente può essere rappresentato – scrivono con efficacia i due curatori - come una cattedrale costruita, anche in un lungo arco temporale, con l’apporto di materiali talvolta ricavati da edifici antichi e con il contributo di una molteplicità di artisti e artigiani anche appartenenti ad altri territori. Ma tali diversità si sono integrate in un edificio dalla forte fisionomia unitaria e che è spazio simbolico di una comunità cittadina». L’Occidente qui proposto è democratico, ma non egualitario in senso astratto perché l’egualitarismo comprime o mortificai talenti individuali e, sul lungo periodo, rinsecchisce le energie vitali che muovono la storia. È liberale, ma non libertario o anarchico perché è consapevole che, senza una autorità riconosciuta che salvaguardi le libertà, dominerebbe il caos e nel caos emergerebbe un “uomo forte” che si sentirebbe più eguale degli altri.

È umanistico, ma non è individualista: la persona è valore cardine dell'Occidente, è al centro della storia e presuppone che lo Stato sia al suo servizio, non viceversa, persona che, a differenza dell'individuo, si realizza però solo vivendo la rete di relazioni che la costituisce e impegnandosi per il bene di tutti. Valditara e Azzoni ci tengono poi a sottolineare che il loro è un manifesto per l’Occidente, e non dell’Occidente. Il “per” sta a dimostrare sostanzialmente due cose: che non è contro gli altri, a cui anzi si propone come esempio; vuole chiamare all’azione pratica e all’impegno quotidiano. «Chi si riconosce in questo Manifesto –scrivono - si impegna, nei propri contesti sociali e professionali, a promuovere un’idea positiva dell’Occidente e del contributo che i suoi valori hanno dato e potranno dare anche in futuro alla convivenza pacifica e allo sviluppo di tutte le società umane».

Pasolini ed Ezra Pound lontani, ma vicini

Venezia, autunno 1967. Quando le divergenze diventano convergenti. PPP intervista in tv Ezra Pound, gli chiede lumi sui ...

tag
occidente

Solito schema Pure il centro antiviolenza nel mirino di chi odia l'Occidente

Zar-Cina, le manovre L'Occidente resti unito se vuole battere Putin

La battaglia Le radici dell'Occidente e le tentazioni suicide

Ti potrebbero interessare

Pure il centro antiviolenza nel mirino di chi odia l'Occidente

Corrado Ocone

L'Occidente resti unito se vuole battere Putin

Fabrizio Cicchitto

Le radici dell'Occidente e le tentazioni suicide

Antonio Socci

Giorgia Meloni: "L'Occidente diviso unico vero regalo per Mosca"

Redazione

Il paesaggio e le terre inquiete: così Pericoli insegue il suo infinito

Dal paesaggio alla terra. Questo, a leggere i titoli delle ultime mostre di Tullio Pericoli (novant’anni il 2 otto...
Vito Punzi

Pasolini ed Ezra Pound lontani, ma vicini

Venezia, autunno 1967. Quando le divergenze diventano convergenti. PPP intervista in tv Ezra Pound, gli chiede lumi sui ...
Mario Bernardi Guardi

Harry Belafonte: genio di musica, ritratto di un'epoca

Più di Denzel Washington e perfino di Sidney Poitier, Harry Belafonte ha rappresentato l’etnia antropologic...
Sergio De Benedetti

Omero, Dante, Manzoni: la scuola che ci piace

L’Odissea di Christopher Nolan, criticabilissima per molti aspetti, se non altro ha acceso l’interesse di ta...
Antonio Socci