(Adnkronos) - La 'crisi non subita': certo ci sono aree/settori decisamente più esposti. Il concetto di rassegnazione potrebbe essere anche tradotto in termini di "accettazione" dei nuovi equilibri di domanda/offerta post-crisi. Ma il dato sorprendente è che il 51% delle imprese intervistate giudica la propria situazione economica soddisfacente. Innovazione: più in dettaglio, le risposte sull'innovazione offrono un quadro rincuorante, quanto a capacità di reazione alla crisi. Le imprese sembrano tornare ai fondamentali: fare bene i prodotti, ed esplorare bene le possibilità d'innovazione all'interno delle relazioni d'impresa (oltreché, altro dato importante, attraverso i propri collaboratori). Questi dati sembrano dare conferma del risveglio nazionale del manifatturiero, dentro il paradigma del "bello e ben fatto", sostanziato da nuovi sforzi sull'innovazione. Cosa che si porta dietro anche una parte del terziario avanzato per le imprese. Vince il modello del manifatturiero terziarizzato. Il tema innovazione offre molti spunti: in particolare, si richiama l'attenzione sulle "fonti dell'innovazione". Il credito: un'area critica continua ad essere il credito. Ma anche qui gli imprenditori non si fermano alla "lamentazione": oltre alle banche si trovano nuove forme di finanziamento; e il 67% delle risposte fanno emergere la consapevolezza che se le imprese sono capaci di proporre un buon progetto, i finanziamenti alla fine si trovano. Dato che trova sponda anche nell'ammissione di "carenza di cultura finanziaria".




