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Tari: Confcommercio Veneto, soffrono ortofrutta, pescherie, ristoranti e supermarket

di AdnKronos sabato 14 settembre 2019

2' di lettura

Venezia, 11 set. (AdnKronos) - Tassa rifiuti Tari: Veneto in controtendenza rispetto alla media nazionale grazie a livelli di efficienza superiori sulla raccolta differenziata. Basti citare l’esempio di Treviso, il più virtuoso tra i capoluoghi di provincia citati nell’Osservatorio Tasse locali di Confcommercio, dove il tasso della differenziata supera l’83%. Il Veneto è infatti tra le 5 regioni che si collocano ben al di sopra del livello di sufficienza. Le altre quattro sono l’Emilia Romagna, la Lombardia, le Marche, il Piemonte. Ciononostante, la tassa continua a rappresentare un peso consistente per le imprese, se si considerano le iniquità che la caratterizzano, soprattutto in alcune province. Dai dati raccolti dal portale Confcommercio www.osservatoriotasselocali.it - strumento permanente dedicato alla raccolta e all’analisi di dati e informazioni sull’intero territorio relative alla tassa rifiuti (Tari) pagata dalle imprese del terziario - si conferma la continua crescita della tassa sui rifiuti, nonostante una significativa riduzione nella produzione dei rifiuti stessi, e i divari di costo tra medesime categorie economiche, sempre a parità di condizioni e nella stessa provincia. In particolare si evidenzia come tra le categorie più sofferenti ci siano l’ortofrutta, le pescherie, i bar, le pasticcerie, gli alberghi, i ristoranti, le macellerie, i panifici e i negozi di abbigliamento. Dall’elaborazione dei dati di OpenCivitas (sito promosso dal Dipartimento delle Finanze e dalla SOSE per determinare i fabbisogni standard delle amministrazioni locali) la gran parte dei Comuni capoluogo di provincia continua a registrare una spesa superiore rispetto ai propri fabbisogni e anche il nostro territorio conferma il trend, anche se in misura decisamente minore. A Belluno lo scostamento fra la Tari pagata nel 2018 e il fabbisogno standard è solo dell’1%; a Padova del 3%, a Rovigo del 2%, a Verona del 5%. Fanno eccezione, con verso opposto, il capoluogo di Regione, Venezia, con uno scostamento di ben il 67%, e Vicenza, l’unica in cui la Tari del 2018 è risultata inferiore al fabbisogno standard (-6%).

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