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Titoli di Stato, la grande fuga degli investitori stranieri: ceduto il 10% dei Btp e Bot

di Marta Beretta domenica 21 ottobre 2018

2' di lettura

"I dati attuali mostrano che da maggio ad agosto ci sono stati dall'estero deflussi netti sui titoli di Stato per 67 miliardi, nonché il 10% dello stock di Bot e Btp detenuti all'estero". A rivelarlo a Repubblica è Chiara Cremonesi, strategist del reddito fisso per Unicredit. Anche i numeri forniti ieri, 19 ottobre, da Bankitalia sembrano non essere troppo ottimisti: 17,8 miliardi di obbligazioni venduti, di cui 17,4 miliardi di titoli pubblici (in prevalenza Btp). La politica attuale sembra non aver aiutato: "I grandi investitori istituzionali esteri sono preoccupati dai toni dello scontro e delle conseguenze implicite delle scelte contenute nel testo della manovra. Dunque - prosegue Carlo Manzato, responsabile advisory del Credit Suisse Italia -, arrivare a quota 400 dello spread non è così improbabile". Leggi anche: Brutta giornata per lo spread che raggiunge quota 340 Già ieri il governo gialloverde ci è andato molto vicino, raggiungendo un risultato mai visto prima dal lontano 2013. Lo spread, infatti, ha toccato i 340 punti per poi calare durante la giornata: sinonimo di grande incertezza dei mercati. "Questa situazione - commenta Flavio Carpenzano, gestore senior di Alliance Bernstein - potrebbe creare dei dubbi sulla sostenibilità del debito, rendendo l'accesso ai mercati difficile e oneroso". Gestori qualificati fanno notare come i Btp, così come i titoli delle banche italiane, siano le prime posizioni ad essere alleggerite di fronte a instabilità politiche o incertezze sulle politiche economiche di un governo: nel primo caso perché i fondi di investimento emettono un giudizio negativo sul debito pubblico e nel secondo perché le banche sono tra i maggiori acquirenti di titoli pubblici. Leggi anche: Moody's si pronuncia, tremano spread e banche Ma tranquilli, il rischio valanga potrebbe essere scongiurato: "Nonostante le forti preoccupazioni riguardo la sostenibilità dei conti pubblici di medio termine, a breve termine la situazione ci sembra sopportabile", rassicura Matteo Ramenghi, Chief investment office di Ubs Wm Italy. 

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