Palermo, 10 feb. - (Adnkronos) - La recessione che colpisce l'economia siciliana dal 2008 non accenna a finire. Nel 2013 il Pil della Sicilia ha registrato una flessione attorno al 3,2%, mentre per l'Italia si stima un calo dell'1,8%. Nel sessennio di crisi la caduta complessiva della ricchezza prodotta sfiora il 14% nell'Isola e l'8,6% a livello nazionale. E' quanto emerge dal 40esimo Report Sicilia, l'analisi previsionale sull'economia siciliana relativa al secondo semestre 2013 e alle previsioni 2014, realizzato da Di.S.Te Consulting per Fondazione Curella e presentato oggi a Palermo. La caduta del Pil continua ad avere un impatto forte sui consumi delle famiglie e sugli investimenti delle imprese. Di riflesso alla forte erosione del potere d'acquisto, i consumi delle famiglie ripiegano di un ulteriore 3,7% a fronte del -2,5% nella media dell'Italia. Nei sei anni di recessione le famiglie siciliane hanno subito un taglio dei consumi di circa il 12%, e quelle italiane una flessione dell'8%. Per gli investimenti fissi i preconsuntivi del 2013 sono ancora più sfavorevoli, riportando un crollo del 6,2% cui fa riscontro in Italia un cedimento del 5%. Dal consuntivo alle previsioni per 2014. Alcuni indicatori fanno sperare in un'attenuazione della fase recessiva, ma in Sicilia il risveglio di domanda e produzione arriverà con forte ritardo. Infatti, se in Italia è prevista per l'anno in corso una crescita del Pil di quasi un punto, nell'Isola, invece, il Prodotto interno lordo dovrebbe scendere di un punto, rispetto al già bassissimo livello dell'anno passato.