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Crisi: Zaia, i palazzi romani non rimangano sordi ancora una volta (2)

domenica 16 febbraio 2014

1' di lettura

(Adnkronos) - "Solo un'azione di riforma convinta - puntualizza il presidente veneto - potrà aprire orizzonti nuovi e migliori, solo mutamenti forti, come l'applicazione dei costi standard e una maggior autonomia gestionale ai territori, consentirà di rimettere in moto la nostra economia, assicurando risorse per la crescita e gli investimenti, che a parole il Governo sembra pronto a mettere in gioco, ma di cui nei fatti nessuno riesce a beneficiare". "Il futuro delle aziende e il ritorno a una maggior competitività del nostro sistema - conclude Zaia - passa attraverso scelte che ormai non possono più essere definite coraggiose perché sono obbligate e improcrastinabili. Lo Stato dia la possibilità di reagire a chi ha la capacità, la forza e la determinazione di imboccare la strada opposta al declino e la smetta di affliggere con politiche assurde quelle realtà che posseggono le potenzialità per mettersi alle spalle questa situazione angosciosa. Non è accettabile che il Veneto debba continuare a chiedersi in quali mani bucate finiscano i 21 miliardi di saldo fiscale che versa all'erario".

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