Torino, 14 feb. - (Adnkronos) - Sono oltre 5.000 a oggi gli artigiani e i commercianti piemontesi che parteciperanno, con i colleghi provenienti da tutta Italia, alla manifestazione nazionale promossa per martedì prossimo a Roma da Rete Imprese Italia (l'associazione che raggruppa Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti). Con lo slogan 'Riprendiamoci il futuro - Con le imprese cresce l'Italia', le cinque associazioni si mobilitano per esprimere il disagio per le difficili condizioni in cui le imprese sono costrette a operare e, soprattutto, per chiedere una decisa svolta nella politica economica del governo. In Piemonte le piccole e medie imprese del commercio, del turismo, dell'artigianato, dei servizi e del terziario in genere sono oltre 400.000, pari a quasi il 90% del totale delle imprese piemontesi. Dall'inizio della crisi l'artigianato ha segnato una perdita di 3.259 imprese, un saldo negativo di -2,45 %, rispetto al -1,67 % del 2012. Analoga situazione per il commercio: nel periodo gennaio/dicembre 2013 nel commercio al dettaglio si sono registrate 4130 chiusure contro le 2397 aperture, con un saldo negativo di 1733 unità. Negativi anche i saldi di ristoranti (-330: 1058 chiusure contro 728 aperture) e bar (-316: 998 chiusure contro 682 aperture), come per la distribuzione di carburanti che registra un saldo negativo di 101 imprese (168 chiusure contro 67 aperture). "I tanti perché della manifestazione - spiega Rete Imprese Italia del Piemonte - stanno tutti in questi numeri, che non hanno fatto che peggiorare dal 2008. Gli operatori del commercio e dell'artigianato, sempre pronti a fare la loro parte sono ora allo stremo: si deve trovare una risposta immediata, concreta ed efficace, in grado di ridare speranza alle tantissime piccole e medie imprese che, in Piemonte come in Italia , costituiscono il tessuto produttivo del Paese. È necessario un deciso cambio di rotta nelle politiche pubbliche, locali e nazionali, bisogna aggredire con decisione la spesa pubblica improduttiva e i costi della politica, ridurre la pressione fiscale su imprese e famiglie, disboscare la selva di adempimenti burocratici che gravano sulle imprese. Solo in questo modo si potrà imboccare con decisione la via della ripresa dell'economia, dei consumi e dell'occupazione".