Padova, 22 gen. (Adnkronos) - "La data è simbolica. Anche perché, nel corso dell'anno, di "ingorghi fiscali" ne abbiamo a bizzeffe. Solo che il 24 gennaio acquista un valore particolare: era una data "tax free", cioè libera da tasse, è diventata l'incubo dei cittadini onesti alle prese con Tasi e mini Imu. Un colpo durissimo non solo alle coronarie dei cittadini, ma anche alla credibilità dello stato di diritto, ormai cadavere di fronte alla sistematica violazione dello statuto del contribuente". Lo sottolinea il vicepresidente vicario dell'Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin. "Per questo - continua Bertin - quel giorno sarà un giorno di "lutto" nel senso che invitiamo i commercianti, e più in generale i piccoli imprenditori del terziario a indossare "qualcosa di nero": il vestito, la gonna o i pantaloni, la giacca o più semplicemente la pochette o la montatura degli occhiali. Insomma qualcosa che testimoni il profondo dissenso di noi contribuenti nei confronti di un sistema fiscale che non è solo vessatorio, confuso, penalizzante e discriminante, ma anche delegittimato proprio sotto il profilo legislativo". Ed è proprio nei confronti dello statuto del contribuente che l'Ascom intende rivolgere la sua attenzione. "Delle due l'una - continua sempre il vicepresidente vicario dell'Ascom - o lo statuto non ha nessun valore (e allora il governo Letta deve avere il coraggio di dire: ci siamo sbagliati, lo cancelliamo) oppure se ha valore qualcuno (il Parlamento, la Presidenza della Repubblica, la Corte Costituzionale) devono porre sul piatto della bilancia tutto il loro prestigio e farlo rispettare ed il primo rispetto deve essere nei confronti della tempistica e, soprattutto, dell'impossibilità di ricorrere con leggerezza alla retroattività".(segue)