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Pagamenti: Confcommercio, a Perugia consumatori indifferenti a obbligo Pos

domenica 27 luglio 2014

1' di lettura

Perugia, 24 lug. (Adnkronos) - A quasi un mese dall'entrata in vigore dell'obbligo per imprenditori e professionisti di mettere a disposizione il Pos per pagamenti superiori ai 30 euro, una verifica "sul campo" fatta da Confcommercio della provincia di Perugia tra le imprese del commercio mostra tutti i limiti. La ricognizione fatta dal Confcommercio tra un campione di attività medio piccole di alcune città dell'Umbria evidenzia una forte difficoltà delle attività che erano prive di Pos ad attrezzarsi, proprio a causa dei costi, soprattutto quelle piccolissime e con scontrini prevalentemente inferiori ai 30 euro (es. fioristi, mercerie, bar…). Alcuni non si sono ancora adeguati perché non sono materialmente nella condizione di farlo. "L'obbligo del POS per imprese e liberi professionisti - sottolinea Confcommercio provinciale - è un buon intendimento lasciato a metà, che sta solo generando confusione e nuovi oneri per le imprese. I costi per la diffusione della moneta elettronica - avvio, mantenimento del servizio e commissioni sui pagamenti - sono in Italia superiori di oltre il 50% rispetto a quelli in vigore in Europa e rappresentano un ulteriore aggravio sulle spalle di categorie imprenditoriali già pesantemente vessate e in crisi di liquidità. In particolare ci sono categorie che soffriranno molto più di altre, come ad esempio i tabaccai, i distributori di carburante e tutte le attività dove la soglia di guadagno è talmente bassa che, in caso di pagamento con il Pos, invece di un guadagno avrebbero addirittura una perdita". (segue)

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