(Adnkronos) - Preoccupanti, per il sindacato, i dati sui licenziamenti con la legge 223/91. Dati che "evidenziano una fase nuova nella quale molte aziende sopra i 15 dipendenti, dopo aver ultimato il ricorso agli ammortizzatori sociali, o aver scelto di non ricorrere ancora alla cassa ordinaria e straordinaria, decidono di ricorrere alla mobilità, interrompendo il rapporto di lavoro con i propri dipendenti. Segno di una seria difficoltà a resistere dopo anni di contrazione della domanda interna, degli ordini e dei fatturati". I licenziamenti nei mesi di gennaio-marzo 2014, cioè il ricorso all'indennità di mobilità attraverso la legge 223/91, segnano un aumento del 45,73% rispetto allo stesso periodo del 2013. Nei primi tre mesi i licenziati sono 7.785, 2.299 dei quali solo nel mese di febbraio. In quasi tutti i territori, esclusi quelli di Brescia, Lodi, Monza-Brianza e Pavia, si registrano aumenti. Gli incrementi più corposi dei licenziamenti riguardano Sondrio (+3.466%), Varese (+180%), Bergamo (+95,29%), Como (+165%), Lecco (+86,87%), Mantova (+82,42%), Milano (2,37%). A questi licenziamenti si aggiungono nei primi due mesi (mancano i dati di marzo), le 35.291 domande di ricorso all'Aspi, entrata a pieno regime quest'anno, che ingloba anche le indennità di disoccupazione ex legge 236/93, che riguardano le aziende sotto i 15 dipendenti. (segue)