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Corte Conti: De Musso (Lazio), partecipate corrono in Cassazione per sfuggirci

domenica 23 febbraio 2014

1' di lettura

Roma, 19 feb. (Adnkronos) - "Gli amministratori e i dipendenti di grandi società" partecipate "evocati in giudizio dinanzi la Corte dei Conti si affrettano a correre da 'mamma' Cassazione lamentandosi che il giudice contabile vorrebbe giudicarli ma che invece loro vogliono essere giudicati da quello ordinario, di fronte al quale sanno perfettamente che mai nessuno li chiamerà a rispondere del danno (erariale) causato dai loro comportamenti". A dirlo Ivan De Musso, presidente della Corte dei Conti del Lazio, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2014. "Risultato assunto dalla Cassazione, che antepone la supremazia del regime giuridico privatistico al superiore interesse della tutela del pubblico erario, è che le grandi società partecipate (Rai, Anas) - sottolinea - hanno già tentato di acquisire una pronuncia 'favorevole' sul difetto di giurisdizione della corte dei Conti, altre (Poste, Ama e Ferrovie) l'hanno già ottenuta, altre probabilmente lo tenteranno per evitare l'accertamento di responsabilità (Fondazioni ospedaliere, Atac)".

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