(Adnkronos) - Le commodities e in particolare il comparto della distribuzione petrolifera, hanno fatto registrare i livelli di insoluti più elevati arrivando in media a 94.000 euro. Contribuiscono all'incremento della rischiosità del settore il calo dei consumi, la volatilità dei prezzi delle materie prime e l'eccesso dell'offerta. Nel mercato estero crescono i mancati pagamenti nelle costruzioni e nell'automotive. Il primo settore paga le dinamiche in rallentamento registrate nel 2013 da alcune economie avanzate come Francia, Germania e Spagna, nelle quali l'Italia esporta materiali edilizi. Per l'automotive, invece, si registra una crescita dei debiti non onorati nel comparto ricambi e componentistica, specie nei paesi dell'Europa Orientale (Polonia e Romania). Food e tessile sono i settori nei quali i mancati pagamenti hanno registrato trend in contrazione o in stabilizzazione. Per entrambi i settori il canale export rimane la via principale di crescita. L'Emilia Romagna è la regione che ha registrato nel 2013 l'importo medio più elevato (35.000 euro) anche se il trend, nell'ultimo trimestre, si è invertito. A contribuire i trend dei debiti non onorati Reggio Emilia, Piacenza e Modena, nei settori edilizia, meccanica e siderurgia. Seguono la Lombardia con 31.000 euro e il Lazio con 29.000. "L'outlook 2014 per i mancati pagamenti tra le imprese prevede un lieve miglioramento sul fronte della severità, grazie anche alla ripresa dell'economia nazionale. Sarà però determinante il Governo, che dovrà mettere a punto un piano di riforme strutturali economiche e fiscali per stimolare una maggiore occupazione, un'ampia internazionalizzazione e il recupero di competitività del sistema industriale italiano. L'ulteriore sblocco dei debiti della Pa e l'allentamento dei parametri di accesso al credito per le imprese, potranno garantire un nuovo slancio per ripartire", conclude Pignotti.