Potenza, 13 gen. (Adnkronos) - Prese di posizione e annunci di interpellanze parlamentari per la nuova fiammata dalla torcia del Centro Olio di Viggiano, in Val d'Agri, fulcro delle estrazioni di petrolio e gas dell'Eni. La fiaccola si attiva in modo anomalo in occasione di procedure di sicurezza in cui il sistema va in blocco e, per evitare la dispersione nell'atmosfera, le sostanze della lavorazione nel Centro Olio vengono bruciate. La combustione provoca un innalzamento notevole della fiamma. Non e' il primo episodio e la popolazione e' sempre in allarme quando si verificano. Dopo la richiesta dei dati da parte della Regione Basilicata, Eni ha comunicato che "l'attivazione della fiaccola di sicurezza e' stata causata da una breve mancanza di alimentazione elettrica al sistema di controllo dinamico dell'impianto Dcs (Dynamic Control System) e dalla corrispondente corretta attivazione dei sistemi di sicurezza". La compagnia ha spiegato, inoltre, la dinamica dell'accaduto. "Durante un'attivita' di manutenzione ordinaria, a causa di una errata manovra - si legge in una nota - e' venuta a mancare l'alimentazione elettrica al sistema di controllo dinamico (DCS) che, correttamente, ha iniziato la procedura di messa in sicurezza dell'impianto, con l'arresto della produzione e il convogliamento del gas presente nell'impianto alla fiaccola di sicurezza. L'evento ha avuto una durata di circa 40 minuti, con intensita' rapidamente decrescente, e - ha spiegato ancora la nota stampa dell'Eni - non ha comportato pericoli per le persone o impatti sull'ambiente, come confermato dai dati di qualita' dell'aria registrati dalle centraline di controllo presenti nell'area". Una prima conferma arriva dall'Osservatorio ambientale della Val D'Agri che non ha osservato incrementi degli inquinanti nell'aria dopo l'episodio avvenuto intorno alle 11.30. Si tratta di una prima analisi in quanto occorre verificare ulteriori dati forniti dall'Arpab e monitorare anche a distanza di molte ore dall'evento.