(Adnkronos) - Per l'attivo commerciale settoriale, a fronte di questo andamento degli scambi con l'estero, si prevede un ulteriore miglioramento, che porterà il surplus di comparto verso gli 1,9 miliardi di euro. Un quadro maggiormente dettagliato relativo alle performance della moda uomo sui mercati internazionali si ottiene dall'analisi dell'interscambio con l'estero nei primi nove mesi del 2013. Secondo i dati di fonte Istat, il trade settoriale assiste ad una prosecuzione dei trend avviatisi nel 2012, ed in particolare alla crescita sul fronte export (cui si contrappone un calo dell'import), trainata dalle aree extra-Ue (con il mercato comunitario, invece, atono). In particolare, da gennaio a settembre 2013 le vendite oltreconfine di menswear evidenziano una crescita del +3,1% (corrispondente a circa 4,3 miliardi di euro), mentre l'import perde il -6,7% (pari a oltre 3 miliardi), fenomeno questo su cui incide un fisiologico assestamento dopo il boom del 2010-2011, nonche' al contempo il cedimento del mercato di consumo interno. Se si guarda alle performance delle singole linee di prodotto, si rilevano aumenti generalizzati dell'export, con la sola eccezione delle cravatte(-7,8%). Il vestiario esterno sperimenta un aumento del +2,9%, mentre la maglieria segna un +4%, cosi' come la camiceria (+4,1%). La confezione in pelle cresce, invece, del +7,6%. Nel caso dell'import, la moda maschile continua a muoversi in area negativa, pur assistendo ad un progressivo rallentamento del tasso di caduta. Il vestiario, la maglieria esterna nonche' le cravatte cedono il -6% circa (rispettivamente -5,9%, -5,8% e -6,1%); la camiceria presenta, invece, una variazione superiore al -14%, mentre l'abbigliamento in pelle cala del -4,5%. (segue)