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Confcommercio: in Toscana apre l'osservatorio sui tributi (2)

domenica 9 febbraio 2014

2' di lettura

(Adnkronos) - Il servizio già attivo a Arezzo, Pistoia, Pisa e Lucca sarà funzionante dal 1 marzo presso tutte le associazioni Confcommercio sul territorio toscano, e sarà coordinato da Confcommercio Toscana. Gli operatori potranno prendere appuntamento per verificare la propria posizione portando con sé bollette e cartelle (anche degli anni precedenti per verificare gli aumenti), planimetrie degli immobili dove svolgono l'attività, ultimo bilancio aziendale e ogni altro dato possa fornire l'immagine dettagliata e completa della situazione. "I dati raccolti, comune per comune, ci serviranno a redigere un dossier per evidenziare le diseguaglianze e concordare con le Amministrazioni alcune soluzioni. Vorremmo che chi applica i tributi si rendesse conto di quanto e come influiscono sulle imprese". Secondo l'ufficio studi nazionale di Confcommercio, con l'introduzione della Iuc, l'Imposta Unica Comunale introdotta dalla legge di stabilità, che ingloba Imu (tassa sugli immobili), Tasi (imposta sui servizi indivisibili dei Comuni) e Tari (tassa sui rifiuti), nel 2014 si registrerà un vero e proprio salasso per le imprese dei servizi e del terziario. Sul fronte della Tari (la 'vecchia' tassa sui rifiuti Tares, che nel 2013 ha sostituito i regimi Tarsu, Tia 1 e Tia 2), dall'analisi delle maggiorazioni tariffarie effettuata su un campione di sei grandi regioni (Lombardia, Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, Sicilia) emerge un incremento medio dei costi pari al 302%. Gli aumenti più salati per i negozi di ortofrutta, pescherie, fiori e piante (+627%), discoteche (+568%), ristoranti e pizzerie (+548%). Incrementi ingiustificati, derivanti essenzialmente dall'adozione di criteri presuntivi e potenziali e non dalla reale quantità di rifiuti prodotta. C'è poi la questione dell'imposta sugli immobili, che ha portato a livelli esorbitanti l'Imu per alberghi e capannoni commerciali. "Una penalizzazione troppo pesante per il sistema delle imprese, già messo duramente alla prova dalla congiuntura" conclude Marinoni, "la struttura dell'attuale sistema di prelievo va rivista al più presto, per i rifiuti come per altre voci, ridefinendo con maggiore puntualità coefficienti e voci di costo e distinguendo tra le diverse tipologie di utenza".

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