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Crisi: Confcommercio Piemonte, fondi europei utili per rilancio comparto

domenica 22 settembre 2013

2' di lettura

Torino, 16 set. - (Adnkronos) - Riconoscere le potenzialita' del settore terziario, commercio, turismo e servizi, a partire dalla prossima programmazione europea 2014-2020. La richiesta rivolta alle istituzioni piemontesi e' della presidente di Confcommercio Piemonte, Maria Luisa Coppa che ha sottolineato: "I fondi strutturali europei rappresentano per il Piemonte le uniche risorse pubbliche su cui le imprese del terziario di mercato potranno contare per mettere in atto quelle politiche di riconversione ed ammodernamento indispensabili per rimanere competitive nell'annunciata e tanto auspicata fase di ripresa. Si tratta di un'opportunita' imperdibile, onde evitare conseguenze disastrose che rischierebbero di ridurre il Piemonte ad un'area economica marginale rispetto al contesto europeo col quale ci siamo da sempre rapportati". Intervenendo ad un workshop su'Il contributo del settore terziario al rilancio dell'economia piemontese', Coppa ha ribadito la necessita' di "evidenziare agli interlocutori pubblici il ruolo che le imprese dei nostri comparti gia' offrono in termini economici ed occupazionali all'economia piemontese, ma soprattutto le potenzialita' che esse sarebbero in grado di generare ove potessero contare su adeguate politiche di sostegno, tarate in funzione delle loro caratteristiche ed esigenze, al pari di altri settori economici, e alla luce delle scelte strategiche ed operative che tra fine 2013 ed inizio 2014 saranno adottate in merito alla prossima programmazione comunitaria" Nel corso dell'incontro e' stato ricordato che in Piemonte, mentre la quota di valore aggiunto prodotta dall'industria e dall'agricoltura si riduceva tra il 2007 ed il 2011, passando rispettivamente dal 29,64% al 28,38% e dall' 1,50% all'1,49% , il peso del terziario e' aumentato, passando dal 68,85% al 70,12%. A livello di occupazionale, inoltre, dal 1993 al 2012 l'agricoltura ha perso 33mila occupati e l'industria ha perso 124mila mentre la componente del commercio, turismo e servizi ha registrato un incremento di 272mila occupati. Infine, anche negli anni della crisi, dal 2007 al 2012, il terziario ha registrato un saldo positivo degli occupati (+38mila), a fronte di una riduzione generalizzata nell'ambito del settore agricolo (-11mila) e industriale (-45mila). (segue)

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