Aumentano gli occupati, cala la disoccupazione. Un tandem di numeri- certificato dall’Istat per il quarto trimestre 2025 - che viene definito come un «segnale incoraggiante» di buona mattina dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «L’ultima rilevazione statistica sul mercato del lavoro, diffusa con il report sul IV trimestre 2025, conferma segnali incoraggianti», afferma in un post su X la presidente Meloni. Che fa di conto sull’andamento dell’anno passato: «Nella media del 2025 gli occupati sono aumentati di 185mila unità, mentre il tasso di occupazione è salito al 62,5% e la disoccupazione è scesa al 6,1%. Dati che continuano a indicare una tendenza positiva. Sappiamo bene», mette le mani avanti la leader di Fratelli d’Italia, «che la strada da percorrere è ancora lunga e che resta molto da fare per rafforzare la crescita, migliorare la qualità dell’occupazione e creare sempre più opportunità. Ma questi numeri confermano che la direzione intrapresa è quella giusta. Continueremo a lavorare con determinazione per sostenere lavoro, imprese e crescita».
In Italia, nel 2025, il numero di occupati ha superato complessivamente i 24 milioni e 121mila. C’è da dire - come sottolinea la nota dell’Istituto nazionale di statistica, che «il tasso di occupazione è stabile al 62,5%», mentre la disoccupazione cala al 5,6% (-0,3 punti). Ciò che resta preoccupante sono gli inattivi pari al 33,7% (+0,2 punti). Rispetto allo stesso trimestre 2024, invece, il numero di occupati cresce di 89 mila unità (+0,4%); con l’aumento dei dipendenti a tempo indeterminato (+1%) e degli indipendenti (+3%) e il calo dei dipendenti a termine (-8,6%). Particolarmente interessante l’andamento geografico degli indici statistici. L’ex segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, oggi sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega proprio al Sud, spiega che l’anno passato le regioni del Mezzogiorno «hanno registrato il maggior incremento del tasso di occupazione, con un aumento di 0,7 punti, rispetto al +0,1 del Centro e del Nord, mantenendosi sui livelli del massimo storico e attestandosi al 50,0%. Un segnale positivo relativo alla vitalità del mercato del lavoro meridionale emerge anche dalla riduzione del tasso di inattività: nel 2025, il Mezzogiorno è l'unica area del Paese a registrare un decremento degli inattivi (-0,3 punti)».
Un segnale incoraggiante tanto più che a «sostenere questa dinamica di crescita contribuisce anche l’aumento dell’occupazione femminile, con un incremento di 0,9 punti rispetto al quarto trimestre 2024». Sbarra ci tiene a mettere in colonna il raffronto, sempre nel 2025, che evidenzia una riduzione di 0,6 punti nel divario tra Nord e Sud in termini di tasso di occupazione e disoccupazione. Insomma, secondo l’ex sindacalista prestato alla politica si tratta di «un segnale di progressiva convergenza territoriale relativa al mercato del lavoro». Quello che è certo è che oltre a far lievitare i salari bisogna continuare ad incentivare «l’occupazione di giovani e donne e alle iniziative per agevolare nuove attività imprenditoriali».
Sulla stessa lunghezza d’onda la ministra del Lavoro Marina Calderone che è intervenuta ieri al question time in Senato. «La partecipazione delle donne al mercato del lavoro», ha detto, «rappresenta una delle principali sfide strutturali», ha affermato, ed è «al centro dell’azione del governo: secondo i dati disponibili al 31 dicembre 2025 è stata registrata una crescita dell’occupazione femminile, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno, anche grazie alle assunzioni incentivate, che hanno totalizzato complessivamente 84.329 nuove assunzioni di donne, di cui 21.270 con il Bonus donne e 63.059 attraverso la misura del Bonus giovani under 35». Per questo motivo l’esecutivo ha «prorogato gli incentivi del decreto legge Coesione, con particolare riferimento ai bonus per l’occupazione giovanile, femminile e Zona economica speciale (Zes), sui quali stiamo lavorando per un ulteriore potenziamento».