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Crisi: fiducia italiani sotto media europea, terza dopo Croazia e Portogallo (2)

domenica 28 luglio 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - Le prospettive di lavoro per il prossimo anno sono considerate negative/pessime dalla quasi totalita' del campione (93%), assolutamente al di sopra del valore europeo (72%). Solo il 5% le considera buone (23% Europa), a fronte dell'8% e del 7% rispettivamente registrati nel 1° trimestre 2013 e nel 2° 2012. Il sentiment degli italiani risulta condizionato da diverse preoccupazioni come la sicurezza del posto di lavoro per il 26% (doppio della media europea al 17%). Il dato, tuttavia, risulta in calo rispetto al trimestre precedente (30%). La situazione economica e' la principale preoccupazione per il 13% degli intervistati (analogamente in Europa), i debiti per il 9%, l'educazione dei figli per l'8%. Il 7% del campione italiano posiziona come prima preoccupazione la stabilita' politica, un valore sensibilmente superiore a quello medio europeo (2%). Questa voce nel trimestre precedente faceva registrare il 10%, ma nello stesso periodo dello scorso anno il 2%. Evidentemente, lo strascico delle turbolenze politiche dei primi mesi del 2013 non e' ancora stato metabolizzato e costituisce fattore di incertezza nelle prospettive e nelle scelte degli italiani. L'89% del campione non considera quello presente il momento giusto per fare acquisti, dato elevato anche se in calo rispetto al 2° trimestre 2012 (92%). L'Italia e', tuttavia, ancora distante dal valore medio europeo (70%). La quota che ritiene di potere sostenere spese nel momento attuale e' pari al 10%, di un terzo al di sotto del valore europeo (27%). Il 37% dichiara di impiegare il denaro avanzato dopo le spese essenziali in forme di risparmio. Nello stesso tempo, tuttavia, quanti non riescono a risparmiare nulla sono pari a un terzo del campione (27%), in crescita sia rispetto al trimestre precedente (24%) che allo stesso periodo dello scorso anno (25%). In Europa questo fenomeno risulta decisamente meno accentuato (21%). Il trend rilevato in Italia segnala, dunque, una fase di difficolta' nella capacita' di risparmio dei consumatori, dovuta, soprattutto, a un innalzamento dei prezzi a fronte di una media relativamente bassa degli stipendi. (segue)

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