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Crisi: Cgia, in 5 anni consumi reali -5%, spesa -44,5 mld

domenica 28 luglio 2013

2' di lettura

Roma, 24 lug. (Adnkronos) - Tra il 2007 ed il 2012 la crisi ha fatto crollare del 5% i consumi reali, quindi al netto dell'inflazione, delle famiglie italiane: in termini assoluti la contrazione della spesa e' stata di 44,5 miliardi di euro. I beni che hanno subito la riduzione piu' pesante sono stati: auto, carburanti e l'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico (-19,2% pari a -22,7 mld di spesa); abbigliamento e calzature (-13,9%, pari a -9,6 mld); bevande e tabacco (-10,1%, pari a -2,3 mld); alimentari e bevande non alcoliche (-9,6%, pari a -12,4 mld); mobili, elettrodomestici e manutenzione casa (-8,4%, pari a 5,4 mld). Tra gli alimentari e le bevande non alcoliche segnaliamo, nel periodo 2007-2011: acque minerali, bevande gassate e succhi (-9% pari a -647 mln); pane e cereali (-8,9% pari a -2,2 mld); olii e grassi (-8,7% pari a -458 mln). Gli aumenti, invece, hanno interessato le spese familiari per la casa, le bollette di luce, acqua e gas (+3,9%), le spese sanitarie (+3,8%), le comunicazioni (+3,1%) e la cultura (+3%). Tra gli alimentari e le bevande non alcoliche l'incremento di spesa ha interessato solo la voce altri generi alimentari (+3,2%) che include i piatti pronti, le salse e le spezie. "La crisi - esordisce il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi - ha cambiato lo stile di vita degli italiani. Si acquistano meno auto nuove e quelle in circolazione rimangono sempre piu' in garage. La spesa per le scarpe, i vestiti ed il cibo si e' ridotta all'osso. Nel contempo sono aumentati in modo deciso i costi legati alle abitazioni . Si risparmia sugli acquisti dei beni non alimentari, riparando tutto cio' che e' possibile: dall'abbigliamento alle calzature, dalle Tv alle lavatrici, mentre mangiamo sempre meno pane, carne e frutta". Alla luce di questa caduta verticale degli acquisti delle famiglie, Bortolussi torna sul tema dell'Iva: "va assolutamente scongiurata l'ipotesi di ritoccare all'insu' l'aliquota ordinaria dell'Iva proprio per non peggiorare una situazione che sta mettendo in affanno le famiglie italiane e molti milioni di artigiani e di piccoli commercianti che con queste contrazioni di spesa faticano a rimanere aperti".

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