(Adnkronos) - "Solo una legge dettagliata e minuziosa puo' evitare continue elusioni delle regole - aggiunge il segretario dei metalmeccanici - per questo non condivido l'impostazione di chi vuole solo ripristinare l'art. 19 della Legge 300 cosi' com'era prima. La Storia non torna indietro e non risolverebbe i problemi sollevati anche dalla Corte Costituzionale. Il nodo vero e' come devono stare in azienda le organizzazioni sindacali firmatarie e non firmatarie degli accordi e su questo non si puo' piu' essere generici. Servono diritti sindacali di base normati dalla legge per tutti e ulteriori agibilita' sindacali per chi firma gli accordi". "Fare una legge che deleghi o non chiarisca definitivamente le questioni aperte e' un fuggire dalle proprie responsabilita' - osserva ancora - lo dice anche la Corte Costituzionale, l'art. 19 dello statuto cosi' come modificato dal referendum del 1995 corrispondeva ad una fase di unita' sindacale che ora non c'e' piu'. Quindi una legge sulla rappresentanza deve tenere conto di questo passaggio epocale prevedendo le differenze e normandole. Cio' non esclude anzi rafforza il percorso di unita' d'azione intrapreso da Cgil-Cisl-Uil" "Le basi unitarie per fare una Legge chiara e dettagliata ci sono: l'accordo interconfederale del 1993, l'accordo del 28 giugno 2011, l'accordo del 31 maggio 2013 - conclude Chiarle - regole chiare e il loro rispetto sono il principio fondamentale del confronto e della democrazia sindacale. Nei prossimi giorni proporremo alla Fin nazionale, alla Cisl e alle parti sociali torinesi una bozza di proposta di legge sulla Rappresentanza su cui stiamo lavorando".