(Adnkronos) - Insomma, una fotografia non proprio esaltante quella dei porti turistici della Sardegna, anche se resta la prima meta mondiale dei maxi yacht: "La Sardegna sconta forti criticita' - conferma il presidente della Rete dei porti turistici della Sardegna, Franco Cuccureddu - che vanno al costo dei carburanti alle tasse di ormeggio, l'Iva, equiparate a quelle dei parcheggi per le auto e non a quelle delle strutture ricettive. Poi ci sono i controlli. Troppo stringenti, quasi vessatori - spiega - esercitati da sei corpi di polizia. Controlli che durano mediamente 2 ore. Si e' arrivati al paradosso dell'anno scorso quando nel nord est della Sardegna, in due giorni, una barca e' stata controllata 5 volte. Chiaro che il turista scappa dall'Italia". "Per fortuna - afferma Cuccureddu - siamo riusciti, come Cluster nautico italiano, che racchiude diverse associazioni ed enti marittimi, ad allentare i controlli sul diportista, rappresentando che l'utente del maxi yacht spende ben 10 volte in piu', al giorno, di un utente di un hotel a 5 stelle. E se vogliamo attrarre turismo dobbiamo trattare bene chi viene a trascorrere le vacanze in Sardegna ed in Italia, non avendo nulla da nascondere. Per questo da quest'anno e' stato istituito il Bollino blu, che certifica, dopo il primo controllo che la barca e' in regola". "Non nascondo pero' che i segnali positivi ci sono: il governo Letta sta mostrando ben piu' attenzione del governo Monti al settore della nautica, vedendo, come giusto che sia - conclude Cuccureddu -il turismo nautico come una risorsa piuttosto che un pericolo per le casse pubbliche. Cosa che si e' concretizzata con l'eliminazione delle tasse di stazionamento per le piccole imbarcazioni e il dimezzamento per quelle di maggiori dimensioni".