Genova, 25 lug. - (Adnkronos) - Calano le tariffe nei porti nautici italiani ma i costi minori non bastano a incoraggiare i diportisti, colpiti dalla crisi economica, maltrattati dal governo Monti e attratti dall'ospitalita' di Francia e Croazia. Le liste d'attesa per entrare in porto non spaventano piu' chi naviga lungo la penisola, neppure nel cuore dell'estate, mentre nuovi posti barca stanno per essere offerti sul mercato. "Siamo in piena stagnazione - dichiara all'Adnkronos Roberto Perocchio, presidente di Assomarinas, l'associazione italiana dei porti turistici aderente a Ucina Confindustria Nautica e a Federturismo - e siamo preparati a un biennio di stagnazione. La tassa di stazionamento, poi diventata tassa di possesso, decisa dal governo precedente, ha determinato un calo della capienza dei porti turistici italiani del 20%, molte barche sono state trasferite oltre confine, soprattutto in Francia e in Croazia, e finora sara' rientrato il 2-3%. "Alla situazione attuale, comunque - precisa Perocchio - concorrono diversi fattori, non soltanto le tasse e l'atteggiamento delle autorita'. In sostanza, la crisi ha indotto una trasformazione di tutto il settore del tempo libero. C'e' meno denaro da spendere e anche meno tempo da dedicare allo svago, bisogna pensare di piu' al lavoro". (segue)