Roma, 26 lug.(Adnkronos) - La manovre economiche pesano piu' al Sud che al Centro Nord. E' uno studio della Svimez a stimare l'impatto complessivo sulla crescita degli interventi correttivi nel triennio 2012-2014: se a livello nazionale il peso erode circa il 6,5% della ricchezza nazionale prodotta, al mezzogiorno le manovre di aggiustamento dei conti pubblici si mangiano l'8,8% contro il 5,9% del Nord. Un peso che, tra effetti diretti e indiretti, toglie l'1,5% del Pil 2013 al Sud e solo lo 0,9% al Centro Nord. "Gran parte di questa differenza e' dovuta ai tagli alle spese operati dai Governi, il cui peso ha inciso per il 2,9% al Centro-Nord e per ben il 5,7% al Sud", si legge nel Report che affronta anche il capitolo 'debiti Pa' per i quali sono stati erogati per il 2013 e 2014 risorse per 40 miliardi di euro annui complessivi, a fronte di un effetto sull'indebitamento di 7,5 miliardi. "Scomponendo l'analisi a livello regionale, emerge che dei 20 miliardi stanziati per il 2013 quasi 3,5 vanno al Lazio, 2,8 alla Campania, oltre 2 alla Lombardia e 1,9 al Piemonte; 1,7 alla Sicilia, 1,4 per il Veneto, 1,2 per l'Emilia Romagna. Tra le regioni del Mezzogiorno 941 milioni vanno alla Calabria, 749 alla Puglia, 409 all'Abruzzo, solo 123 al Molise", esemplifica lo studio Svimez.